AIMERICO DI PIACENZA

AIMERICO di PIACENZA. - Dodicesimo maestro generale dei Domenicani. Sia discendente dalla fa-miglia dei Giliani, come vuole Echard (*Script. Ord. Praed.*, I, 494), sia chiamato de Navis, come scrive in diverse bolle Clemente V, era probabilmente di ori-gine lombarda. Entrato nel 1267 nel convento di Bo-logna, studiò a Milano. Dopo 24 anni, spesi nell'in-segnamento di filosofia e teologia a Bologna, e dopo esser stato provinciale di Grecia, si trovò al capitolo generale di Tolosa del 1304, ma non come definitore, e fu eletto maestro generale dell'Ordine il 10 maggio. L'Ordine contava allora 18 province, più di 50 pro-fessori insigni, 150 vescovi, 3 cardinali e anche il papa, il beato Benedetto XI, già condiscepolo di A. Però Benedetto XI si spense poco dopo l'elezione del nuovo generale, il 7 luglio 1304.

A. presiedette i capitoli generali di Tolosa (1304), Ge-nova (1305), Parigi (1306), Strasburgo (1307), Padova (1308), Saragozza (1309), Piacenza (1310) e Napoli (1311). Pro-fessore di carriera, promosse gli studi: imponendo l'esame e l'approvazione dei professori, l'insegnamento di s. Tom-maso, le vacanze dei lettori, la cura dei libri e delle bi-blioteche. Ai Domenicani di Bologna portò una grande Bibbia ebraica. Favorì nei loro lavori scrittori domenicani, come Teodorio di Sassonia, e non domenicani, come il bolognese Pietro Crescenzi ed altri. Ordinò che i religiosi rimanessero permanentemente nei conventi e proibì che si recassero senza permesso alla curia papale, allora in Francia. S'adoperò per la disciplina regolare, specialmente in Boemia, ove istituì vicario il provinciale di Sassonia Eccardo, in Grecia ed in Sicilia.

Famoso il suo atteggiamento nell'affare dei Tem-plari, dopo che Clemente V ordinò ad A., che stava a Saragozza, d'inquisire su di essi. Né A. né gli altri inquisitori domenicani di Spagna, di Germania e d'Ita-lia riuscirono a convincersi dei crimini addebitati ai Templari. L'invito ad A. di recarsi al Concilio di Vien-na conteneva anche l'esortazione di raccogliere testi-monianze a carico dei Templari, perché servissero ai sinodali. Per schivare la Francia, il Papa e il Concilio,

A. si recò a Napoli, dove aveva indetto il capitolo ge-nerale (30 maggio 1311), dopo il quale si dimise spon-taneamente dal governo dell'Ordine. Come luogo di di-mora da semplice religioso scelse Bologna, ove morì il 19 ag. 1327. Le sue epistole dirette all'Ordine sono esortazioni all'umiltà, all'ubbidienza lieta, alla contem-plazione, alla riverenza verso i prelati.

BIBL.: Mon. Ord. Praed. Historia, IV, Roma 1898, pp. 1-35; V, ivi 1898, pp. 181-202; A. Mortier, *Histoire des Mai-ères Généraux de l'Ordre des Frères Préchœurs*, II, Parigi 1905, pp. 421-479; R. Coulon, s.V. in *DHG*, I, coll. 1179 sq.; A. Walz, *Compendium hist. O. P.*, 2a ed., Roma 1948, pp. 47 sq.; 89-92.