AL-KINDI, ABU JUSUF JA'QUB IBN ISHAQ

al-KINDI, ABU JUSUF JA'QUB IBN ISHAQ. - Filosofo, teologo e uomo enciclopedico arabo, noto alla scolastica medievale latina sotto il nome di Alkindi o Alchindus, n. a Bassora e m. verso l'873.

Scrisse sopra soggetti molto vari, e segnatamente sopra tutte le parti della logica; compose un compendio della Poetica di Aristotele, un'introduzione alla filosofia aristotelica divisa in tre parti. Segue generalmente la dottrina aristotelica pur aderendo talora al neoplatonismo. Alcuni suoi opuscoli furono tradotti in latino, come quello Intorno all'unità di Dio e la finità del mondo e un altro Sulla prima filosofia (ed. Nagy). Altri suoi numerosi scritti sono ancora inediti. In teologia avversò la dottrina dell'esistenza di attributi eterni in Dio, distinti dalla sua essenza. Sulla base della logica aristotelica osteggiò inoltre la dottrina cristiana della Trinità, ravvisandovi l'adorazione di tre dèi. Quanto alla dottrina dell'intelletto, al-K. fa distinzione tra quattro intelletti.

BIBL.: A. Nagy, Die philosophischen Abhandlungen des Ja'qub ben Ishaq al-K. (Beiträge z. Gesch. der Phil. des Mittelalt., Texte u. Unteruch., 11, V), Münster 1897; H. Suter, Die Mathematiker und Astronomen der Araber, Lipsia 1900, pp. 23-26; T. J. De Boer, Gesch. der Philosophie im Islam, Stoccarda 1901, p. 90-97; G. Furlani, Una risalita di al-K. sull'anima, in Riv. trim. di studi filosof. e rel., 3 (1922), pp. 50-63; G. Quadri, La filosofia degli Arabi nel suo fiore, I, Firenze 1939, pp. 92-97; M. Guidi e R. Walzer, Uno scritto introduttivo allo studio di Aristotele (Memorie dei Lincei, VI), Roma 1940.