ALANO DELLA RUPE (*DE RUPE, DE LA ROCHE, VAN DEN CLIP*)

ALANO della Rupe (*de Rupe, de la Roche, van den Clip*). - Predicatore domenicano, propagatore del Rosario, n. in Bretagna verso l'anno 1428, m. a Zwolle l'8 sett. 1475. Entrò nel convento domenicano di Dinant, diocesi di Saint-Malo. Studiò filosofia e teologia a S. Giacomo di Parigi dove - dopo essere stato a Lilla nel 1460 - lesse (1461-62) le *Sentenze del 20 anno*, continuando l'insegnamento a Douai (1464-65), a Gand (1468-70) e a Rostock nel Mecklenburgo ove divenne maestro in teologia.

Nel 1460 incoraggiò i primi passi che a Lilla si fecero per il ripristino della regolare osservanza. Tornato a Parigi con fra Pagano Dolon e un certo fra Marco - tutti e tre affiliati a Lilla nel 1462 - vi promosse l'osservanza. Staccato dalla provincia di Parigi, il convento di Lilla s'unit alla congregazione olandese riformata, che nel 1464 tenne a Lilla il primo capitolo sotto la presidenza del maestro generale Corrado d'Asti. In occasione di un altro capitolo a Lilla (1475) vi finì l'*Apologia del salterio*. Poco dopo lo si trova a Douai, poi a Tournai ove dedica l'*Apologia al vescovo Ferrico di Cluny*. Visitata la certosa di Hérinnes, andò a Gand, e nel 1474 a Zwolle. A. venne spesso chiamato *beato*; il culto però non è confermato.

Già il 25 maggio 1476 il capitolo della sua congregazione ordinò di raccogliere i suoi scritti. Nel 1498 uscì una prima raccolta a Stoccolma e una seconda pure in Svezia, mentre traduzioni tedesche si pubblicavano specialmente ad Augusta e Ulmna prima del 1500. Il 9. Andrea Coppenstein stampò (Friburgo 1619, altre ed. Colonia 1624, Napoli 1630, 1642, 1660), in maniera però arbitraria, sotto il titolo *B. Alanus redivivus, de Psalterio seu Rosario Christi et Mariae tractatus*, cinque testi di A. (*Apologia; Relationes, revelationes et visiones; Sermones s. Dominic Alano revelati; Sermones et tractatuli; Exempla seu miraculis*), probabilmente già ritoccati prima da altri.

Ad A. sono pure attribuiti: *Compendium psalterii B. Mae Trinitatis et s. Mariae; La confrairie du psautier de Notre Dame* (ed. nel sec. XVI); *Expositio in regulam s. Augustini* divisa in 15 capitoli secondo i misteri del salterio mariano.

Importante è la parte di A. nel *movimento rosariano*. Come i suoi scritti così le sue prediche riguardavano il «salterio della Vergine», cioè una maniera di pregare la Madonna dicendo 150 Ave, divise da un *Pater* in decadi ed unendo alla recita orale la meditazione dei misteri della Redenzione.

A. evitò come profana la denominazione di «rosario» preferendo per la devozione da lui propaganda la dicitura «salterio mariano»; dichiara anzi di conoscere per rivelazione che Maria incaricò s. Domenico dell'*istituzione del «salterio»*. Si noti però con Echard che «rivelazione» si

gnificava in quel tempo soltanto una forma retorica per guadagnarsi l'attenzione degli uditori e dei lettori. L'uso preesistente di recitare 50 o più Ave fu accettato da A., ma fissato a 150 Ave. Riguardo alla meditazione dei misteri che venivano aggiunti all'Ave allora terminante con «Iesus» — si ricordino le 50 clausole del certosino Domenico di Prussia — A. seguì pure l'uso già in vigore. Merito suo fu d'aver ordinata la parte orale e le meditazioni, e soprattutto d'aver iniziato la Confraternita del Salterio della Vergine, redigendo statuti speciali. La prima confraternita fu eretta da lui stesso a Douai nel 1470. Eredi spirituali, come i pp. Michele François di Lilla, Cornelio van Sneek SPRENGER, JACOB (v.) a Colonia, propagarono il rosario mariano e le confraternite di questa preghiera.

BIML.: J. Quétif-J. Echard, Script. Ord. Praedict., I, Parigi 1710, pp. 948-52; A. Mortier, Hist. des Maîtres Généraux de l'Ordre des Frères Prêcheurs, IV, Parigi 1909, pp. 626-46; VII, ivi 1914, pp. 198, 328; R. Coulon, s. V. in DHG, I, coll. 1306-12 ove si citano i lavori di Th. Esser (1807-1906), H. Holzapfel (1903), H. Thurston (1900), G. A. Meijer (1900); A. Walz, Compendium hist. O. P., 2a ed., Roma 1948, pp. 106-98; M. Gorce, Rosaire, in DThC, XIII, coll. 2068, 2911; A. De Meyer, La Congrégation de Hollande, Liegi s. a., pp. LXXIX-LXXXI.