ALBERTO DA TRAPANI, SANTO

ALBERTO da TRAPANI, santo. - N. in questa città nel sec. XIII (probabilmente nel 1212), m. presso Messina il 7 ag. 1306 o 1307, chiamato anche Alberto degli Abbati, perché oriundo dalla nobile famiglia fiorentina omonima. Ancora molto giovane vestì l'abito carmelitano nel convento di Trapani. Ordinato sacerdote, si dedicò con ardore al ministero apostolico, non solo in Messina, dove risiedeva, ma in tutta la Sicilia, compiendo numerose conversioni anche tra gli ebrei. Era provinciale di quella famiglia religiosa quando, nel 1301, riformi miracolosamente di viveri la città di Messina, assediata ed affamata da Roberto, duca di Calabria. Ritiratosi in solitudine presso Messina, vi morì santamente. Subito dopo la sua morte fu venerato come santo; nell'Ordine carmelitano la sua festa fu celebrata sin dal 1411 per decreto del capitolo generale; il suo culto fu permesso «vivae vocis oraculo» da Callisto III nel 1457, e approvato da Sisto IV, con bolla del 31 maggio 1476. La sua festa si celebra il 7 ag.

BIBL.: Joh. M. de Poluciis, Vita s. Alberti de Abbatibus de Drepano Siciliae, Venezia 1499; Acta SS. Augusti, II, Anversa 1735, pp. 215-319; Anal. Bolland., 17 (1898), pp. 318-316; Beaurepaire de Louvagny, S. Albert de Messine, Parigi 1895; P. Marie-Joseph, s. V. in DHG, I, coll. 1558-59.

Alberto di Trento. - Certosino del sec. XV, il cui nome è legato ad una visione profetica nella quale predisse le sciagure che stavano per cadere sull'Italia con la discesa di Carlo VIII. Il testo latino della visione si trova a Parigi nella biblioteca dell'Arsenale (cod. 828); una traduzione italiana, copiata nel 1512, è a Firenze.

BIBL.: S. Autore, s. V. in DHG, I, coll. 1564.

ALBERTO, vescovo di Vercelli e patriarca di Gerusalemme, santo. - Fu il primo legislatore dell'Ordine dei Carmelitani.

Il necrologio della chiesa di Vercelli, fonte di prim'ordine per la sua biografia, dice che egli era oriundo «de castro Gualterii, Parmensis diocesis, nobili prosapia ortus». Il Castrum Gualterii del sec. XII può oggi indicare tanto l'attuale Gualterii in diocesi di Guastalla, quanto Gualterio in parrocchia di Campegnie, diocesi di Reggio Emilia, in quell'epoca ambedue appartenenti alla diocesi di Parma (cf. Rationes deeinarum Italiae nei sec. XIII e XIV. Aemilia [Studi e Testi, 60], Città del Vaticano 1933, pp. 363, 382). L'appartenenza di A. alla famiglia degli Avogadro non può criticamente sostenersi; invece l'ipotesi della sua discedenza dal casato dei conti di Sabbioneta non è priva di qualche probabilità.

A. n. verso il 1149; compiuti i suoi studi, prese l'abito dei Canonici regolari di S. Croce in Mortara (prov. di Pavia), dove verso il 1180 fu eletto priore. Alcuni anni dopo fu chiamato alla sede vescovile di Bobbio (1184), ma l'anno seguente veniva trasferito a quella di Vercelli, che cresce con zelo e fermezza per vent'anni, distinguendosi pure per abilità ed acume politici: fu infatti mediato tra il papato e l'impero e fra comuni e città in discordia; alla sua opera si devono ad es. la pace conclusa a Vercelli fra Milano e Pavia il 12 genn. 1194 e la concordia raggiunta nel 1199 tra Parma e Piacenza.

Nel 1191 celebrò il sinodo diocesano, i cui decreti continuarono in parte ad osservarsi sino ai tempi moderni (cf. F. Savio, Gli antichi vescovi d'Italia. Il Piemonte, Torino 1899, p. 486).

Il card. legato Goffredo (Soffredus) avendo rinunciato al patriarcato di Gerusalemme, i Canonici regolari del Santo Sepolcro col favore del re Amalrico II di Lusignano elessero A. in sua voce; Innocenzo III con lettera del 17 febbr. 1205 (Potthast, n. 2418) lo pregò di accettare tale nomina, conferendogli il pallio e nominandolo suo legato per la Palestina. A. raggiunse la Palestina nel 1206, ma non poté entrare in Gerusalemme, dato che era in possesso dei musulmani; stabilì la sua residenza in S. Giovanni d'Acri (Accone), spiegandovi una prodigiosa attività apostolica. Tra il 1207 e il 1209 diede agli ermiti del Monte Carmelo la loro prima regola, indirizzandola in forma di lettera al loro priore s. Brocardo, regola approvata nel 1226 da Onorio III (cf. Bullarium Romanum, ed. Torino 1858, III, pp. 415-17). Per questa ragione i Carmelitani lo considerarono e lo venerarono come il loro primo legislatore.

Il 14 sett. 1214, mentre prendeva parte ad una processione in S. Giovanni d'Acri, fu proditoriamente aggredito a colpi di coltello da un tale, che il necrologio vercellese dice originario di Caluso (diocesi d'Ivrea), maestro dell'ospedale di S. Spirito, che A. aveva dovuto deporre dall'ufficio a causa della sua mala vita. «E si gloriosus pater», conclude il citato necrologio, «per martiri palman ex hac vita migravit».

I documenti relativi al culto prestato ad A. risalgono principalmente agli inizi del sec. XVII: infatti la sua festa figura all'8 apr., con la qualifica di confessore pontefice, nel proprio dei Carmelitani scalzi, approvato dalla S. Congregazione dei Riti il 20 giugno 1609; lo stesso decreto autorizza pure l'inserzione del suo elogio nel Martirologio dell'Ordine. Attualmente i Carmelitani scalzi hanno trasferito la sua festa al 25 sett., e quelli dell'Osservanza al 16 dello stesso mese. L'8 apr. ricordava il giorno della consegna delle regole. I Canonici regolari lateranensi lo ammiserono nel loro Proprum sin dal 1666 con la qualifica di confessore pontefice all'8 apr. Recentemente l'ufficiatura di s. A. fu pure concessa al patriarcato latino di Gerusalemme (26 sett.) e alla diocesi di Vercelli (8 apr.).

BIBL.: J. St. Ferrerius (Ferrero), Sancti Eusebii Vercellensis episcopi et martyris eiusque in episcopatum successorum vitae et res gestae, Roma 1602, pp. 177-85; Acta SS. Aprilis, I, ed. Venezia 1737, pp. 760-802; G. Colombo, I necrologi Eusebiani, in Bull. storico-bibl. Subalpino, 6 (1901), pp. 6-8, nn. 694-694 bis (testo del necrologio di A. già conosciuto dal Ferrero); P. Marie-Joseph du Sacré-Cœur, s. V. in DHG, I, coll. 1564-67 (ricca bibliografia); id., Topographie sacrée du Mont-Carmel en Pales-tine et la chronologie de l'Ordre aux XIIe et XIIIe siècles, in Études Carmellit., 3 (1913), pp. 139-54; F. Pezza, L'Ordine Mortarienne e l'Abazia mitrata di S. Croce, Mortara 1923, pp. 62-63, 90-92; C. Kopp, Elias und Christentum auf dem Karmel, Paderborn 1929 (per la sua azione legislativa); A. Mori, Gualterii ecclesiae, Regio Emilia 1924 (di poco valore); D. F. Pianzola, S. Alberto Avogadro, dell'Ordine Mortarienne, legislatore dei Carmelitani, in Il Monte Carmelo, 1937, p. 196 sqq.; 1938, p. 24 sqq.; 1939, p. 25 sqq. (generalmente di scarso senso critico).

A. Pietro Frutaz-Ambrogio di Santa Teresa