ALESSANDRO, patriarca d'ANTIOCHIA. - Aveva passato la vita praticando le virtù monastiche e ogni genere di austerità, quando nel 313 successe a Porfirio come patriarca di Antiochia. Con la santità della vita corroborata da una efficace eloquenza riuscì a conciliare gli Eustaziani che già dal 330 si erano divisi dagli altri cattolici. A. fu il primo a rimettere nei dittici il nome di s. Giovanni Crisostomo: comunicò a Innocenzo I questa lieta notizia e gli chiese la sua comunione. Il Papa rispose con una lettera firmata da lui e da 20 vescovi e un'altra, tutta cordiale, da lui solo.
BBL.: Nicephorus: PG, 146, 1135; F. Cavallera, Le schisme d'Antioche, Parigi 1905; id., in Bull. de litt. eccl. p. par l'init. cath. de Toulouse, 1906, pp. 120-25. Le lettere sono in PL 20, 19-24, 540-551; Tillemont, X, pp. 642 sgg.; 831 sgg.; Bar Ebreo, Chron. eccl., ed. J. B. Abeloos e T. Lamy, I, Lovanio 1872, coll. 137-39. Pietro Sfair