ALFONSO VI, re di CASTIGLIA e di LEÓN, detto il BRAVO. - N. nel 1030, m. nel 1109, figlio di Ferdinando I, sotto il quale incominciarono le grandi conquiste dei cristiani nella penisola iberica. Suo padre aveva diviso la monarchia tra i figli: A., che ebbe in sorte León; Sancio, che ebbe la Castiglia; e García, cui toccò la Galizia. Ma Sancio spodestò i suoi fratelli, così che A. dovette riparare a Toledo presso il re moro Almann; quindi però, ucciso Sancio a tradimento (1072), A. fu proclamato re di Castiglia e di León, e dopo la sconfitta di García, anche di Galizia. Arbitro nelle lotte intestine degli Arabi, ne approfittò per conquistare altre terre, tra le quali Madrid, e principalmente Toledo (1085), che divenne
il centro della forza cristiana contro la Mezzaluna e il gran focolare della Chiesa spagnola. Durante il regno di A. fu celebre il «Cid Campeador», conquistatore di Valenza. Si ebbe pure al suo tempo l'abolizione della liturgia mozarabica e l'adozione del rito romano, come si era fatto già in Aragona e in Navarra. La venuta degli Almoravidi africani, i quali portarono aiuto ai loro correligionari, amareggiò gli ultimi anni di A. che vide così messi in pericolo i regni cristiani della penisola. Nell'estremo lembo occidentale di questa ebbe principio, per concessione di A., la contea, poi regno, di Portogallo, staccandosi dalla Castiglia.