ALFONSO XIII, re di SPAGNA. - Figlio postumo del precedente, n. il 17 maggio 1886, m. il 28 febbr. 1941. Ricevette per cura della madre Maria Cristina buona educazione religiosa e letteraria. Durante la reggenza si dovette deplorare la guerra di Cuba, incominciata nel 1895, seguita dalla rivolta delle isole Filippine, che portò fatalmente all'intervento armato degli Stati Uniti d'America in favore degli insorti. Dopo inutile spargimento di sangue e vano eroismo, nel 1898 si venne alla pace di Parigi, per cui la Spagna cedeva alla Repubblica americana le isole di Cuba, Portorico, Guam e tutto l'arcipelago filippino. Si riprese pure e si vinse la guerra nel Marocco. Il re aveva sedici
anni quando, nel 1902, fu dichiarato maggiorenne e capo dello Stato. Nei viaggi, che fece in seguito, si acquistò generale simpatia e rafforzò il suo trono, principalmente dopo che nel 1906 ebbe sposato la principessa Ena Vittoria di Battenberg, nipote del re Edoardo VII d'Inghilterra, la quale, poco prima di cingere la corona di Spagna, si era convertita al cattolicesimo. Ma le forze sovversive e le società segrete avevano concepite un odio implacabile contro il giovane monarca. Il primo attentato anarchico contro la persona del re avvenne a Parigi il 31 maggio 1905; alla stessa data dell'anno seguente, proprio durante il corteo nuziale, una bomba mise in pericolo la coppia reale; altre volte si attentò, sempre però inutilmente, alla vita del monarca. D'altra parte, l'instabilità dei partiti governativi, principalmente dopo l'assassinio di Canovas e la morte di Sagasta, impedì la realizzazione di ottimi progetti contro i quali si sfruttò la severa repressione dei moti rivoluzionari di Barcellona (1909) e la conseguente fruizione di Francesco Ferrer. Come atti religiosi, durante il regno di A., eccellono il Congresso eucaristico internazionale di Madrid (1911), al quale prese parte, nonostante la momentanea freddezza delle relazioni con la S. Sede a cagione del governo di Canalejas (assassinato poco dopo), e principalmente la solenne consacrazione della Spagna al Sacro Cuore di Gesù, fatta nel «Cerro de Los Angeles» da A. nel maggio del 1919. Tra i fatti politici internazionali si deve ricordare la Conferenza di Algesiras del 1906, per la questione del Marocco, e i diversi trattati con la Francia riguardo alle due zone di quella regione. La sollevazione delle tribù del Rif sotto la direzione di Abd-el-Krim nel 1921, i moti rivoluzionari e l'indisciplina dominante, indussero nel 1923 il generale M. Primo de Rivera al colpo di Stato, che instaurò una dittatura, e sembrò dare alla nazione una rinascita di ordine e prosperità. Durante questo tempo meritano di essere ricordate la visita di re Alfonso e della regina Vittoria al papa Pio XI (nov. 1923) e le esposizioni universali di Barcellona e Siviglia (1928; 1929). Tuttavia, dopo il disastro del Marocco del 1921, la popolarità di A. andò diminuendo. Caduta la dittatura di Primo de Rivera, nel 1929, nelle elezioni del 12 apr. 1931 per il rinnovamento dei consiglieri municipali, si ebbe una forte maggioranza antimonarchica. Bastò questo perché fosse immediatamente intimata l'espulsione dalla nazione ad A., che lasciava Madrid il 14 dello stesso mese, mentre veniva proclamata la seconda repubblica. Il monarca detronizzato visse dapprima a Parigi e finalmente a Roma, dove si erano sposati tutti i suoi figli, e dove morì il 28 febbr. 1941.