Alla fine del 1599 entrò nel Collegio greco di Roma, dove studiò lingue classiche, filosofia e teologia, senza accedere agli ordini sacri, pur vivendo celibe. Nel 1616 si addottorò in medicina. Dopo essere stato nominato da Paolo V scrittore di lingua greca alla biblioteca Vaticana, da Gregorio XV fu incaricato di trasportare da Heidelberg a Roma la biblioteca Palatina, offerta da Massimiliano di Baviera. La morte del Pontefice lo privò della meritata ricompensa, anzi, sotto il successore Urbano VIII, ebbe a patire molestie ed accuse, risultate senza fondamento. Alessandro VII lo eleggeva primo custode della Vaticana nel 1661.
La sua operosità ed erudizione sono attestate da due centotrenta mazzi, o volumi, della biblioteca Vallicelliana di Roma, contenenti non solo i manoscritti delle sue opere, di cui parecchie inedite, ma pure copie di codici greci, latini ed italiani. La sessantina di pubblicazioni dell'A., oltre edizioni di testi antichi, di storia letteraria e di varia erudizione, comprendono opere riguardanti le controversie tra le Chiese di Roma e di Bisanzio, scritte con l'intento di attenuare le divergenze e di accentuare le concordanze dottrinali e disciplinari, nello spirito del Concilio di Firenze (1439). Tra queste vanno ricordate: De Ecclesiae occidentalis atque orientalis perpetua consentione (Colonia 1648), opera capitale; Graeciae orthodoxae scriptores (Roma 1652-59), e Concordantia nationum orientalium christianarum in fidei catholicae dogmate scritta in collaborazione con Abramo Ecchellense (Roma 1655).
Si rese pure benemerito della letteratura italiana con le opere: Poeti antichi raccolti da codici manoscritti della biblioteca Vaticana e Barberina, e Drammaturgia divisa in sette indici (Roma 1666).