ALIACCI, LEONE

ALIACCI, LEONE. - Teologo ed erudito greco n. a Chio nel 1586, m. a Roma il 19 genn. 1669; il cognome presenta la varia ortografia di Allacio, ovvero Allazio, dall'originario greco 'Αλλάτιος.
ALIACCI, LEONE. - Teologo ed erudito greco n. a Chio nel 1586, m. a Roma il 19 genn. 1669; il cognome presenta la varia ortografia di Allacio, ovvero Allazio, dall'originario greco 'Αλλάτιος.

Alla fine del 1599 entrò nel Collegio greco di Roma, dove studiò lingue classiche, filosofia e teologia, senza accedere agli ordini sacri, pur vivendo celibe. Nel 1616 si addottorò in medicina. Dopo essere stato nominato da Paolo V scrittore di lingua greca alla biblioteca Vaticana, da Gregorio XV fu incaricato di trasportare da Heidelberg a Roma la biblioteca Palatina, offerta da Massimiliano di Baviera. La morte del Pontefice lo privò della meritata ricompensa, anzi, sotto il successore Urbano VIII, ebbe a patire molestie ed accuse, risultate senza fondamento. Alessandro VII lo eleggeva primo custode della Vaticana nel 1661.

La sua operosità ed erudizione sono attestate da due centotrenta mazzi, o volumi, della biblioteca Vallicelliana di Roma, contenenti non solo i manoscritti delle sue opere, di cui parecchie inedite, ma pure copie di codici greci, latini ed italiani. La sessantina di pubblicazioni dell'A., oltre edizioni di testi antichi, di storia letteraria e di varia erudizione, comprendono opere riguardanti le controversie tra le Chiese di Roma e di Bisanzio, scritte con l'intento di attenuare le divergenze e di accentuare le concordanze dottrinali e disciplinari, nello spirito del Concilio di Firenze (1439). Tra queste vanno ricordate: De Ecclesiae occidentalis atque orientalis perpetua consentione (Colonia 1648), opera capitale; Graeciae orthodoxae scriptores (Roma 1652-59), e Concordantia nationum orientalium christianarum in fidei catholicae dogmate scritta in collaborazione con Abramo Ecchellense (Roma 1655).

Si rese pure benemerito della letteratura italiana con le opere: Poeti antichi raccolti da codici manoscritti della biblioteca Vaticana e Barberina, e Drammaturgia divisa in sette indici (Roma 1666).

BIBL.: S. Gradi, L. A. vita (incompleta in A. Mai, Nova Patrum bibliotheca, VI, 11, Roma 1853, pp. v-xxviii); C. Mazzi, L. A. e la Palatina di Heidelberg, in Propagatore, 2 (1891), pp. 261-307; 2 (1892), pp. 130-206, 315-454; 3 (1892), pp. 370-460; E. Legrand, Bibliographie hellénique du XVIIe siècle, III, Parigi 1895, pp. 435-71; L. Petit, s. V. in DTHC, I, coll. 830-33. Per i mss. cf.: Archives des missions scientifiques et littéraires, 13 (1887), 3° serie, pp. 850-86, ed E. Minardi, Catalogo dei manoscritti greci esistenti nelle biblioteche italiane, 11, Milano 1902, pp. 201-33.