AMON (ebraico «costruttore»; Settanta: 'Αμῶς'). - Re (14°) di Giuda (probabilmente 641-39 a. C.; F. X. Kugler, A. Pohl: 639-38 a. C.). Figlio di Manasse e di Messalémè, successe a suo padre in età di 22 anni.
Segui le orme del padre, parteggiando per gli Assiri e favorendo l'idolatria: «servi anche tutte le immondizie cui servì suo padre e le adorò» (II Reg. 21,21). Anzi lo sorpassò nella irreligiosità (II Par. 33, 23), riscuotendo simpatia dal basso popolo corrotto.
Il suo breve regno fu senza gloria e imbrattato dall'empietà dilagante. Da una congiura di palazzo (forse dovuta a desideri di riforma religiosa) fu assassinato dopo due anni di regno. Contro l'assassinio insorse il «popolo della terra» ('am hā-'āres' i possidenti delle campagne») che uccise i congiurati e proclamò re il figlio di A., Giosia. A. fu sepolto, come il padre Manasse, nel giardino di Oza, che circondava la villa che aveva fuori Gerusalemme. (II Reg. 21, 19-26; II Par. 33, 21-25).
Mentre R. Kittel lo contrae ad un anno (638), J. Copens propone, dopo R. Fruin, di accrescere il regno di A. di due anni, collocandolo tra il 644 (o 645) e il 640 a. C.