ANCINA, GIOVANNI GIOVENALE, BEATO

ANCINA, GIOVANNI GIOVENALE, beato. – N. il 19 ott. 1545 a Fossano, m. a Saluzzo il 31 ag. 1604. Laureatosi in filosofia e medicina, esercitò questa scienza con grande trasporto, tenendo cattedra nell'Università di Torino. Giunto a Roma nel 1575 vi conobbe s. Filippo Neri, di cui divenne fervente discepolo e dal quale, all'età di 23 anni, fu accolto nella Congregazione dell'Oratorio il 1° ott. 1578. Ordinato sacerdote nel 1582, nel 1586 si trasferì a Napoli, dove stette circa dieci anni, prodigandosi per lo sviluppo di quella nascente casa della Congregazione. Tornato nel 1596 a Roma, fu da Clemente VIII eletto vescovo di Saluzzo nel marzo 1603. Efficace propugnatore dei canti in volgare a scopo morale, ne diffuse largamente l'uso travestendone le parole, modificando spesso il testo e sostituendo nomi cristiani a quelli pagani. È autore di scritti teologici, di poesie, di musiche, ma soprattutto deve la sua fama alla raccolta intitolata Tempio Armonico della Beatissima Vergine N. S. (Roma 1599) che contiene canti spirituali a 3 voci, di stampo laudistico, composti da una trentina di autori (G. G. A., G. Animuccia, D. Isorelli, ecc.). Lecure maggiori e migliori, però, le volte prodigate nella riforma del clero, dei conventi e nella diffusione delle pratiche cristiane in mezzo al popolo. Ne colse l'amore dei buoni e l'astio dei cattivi; questo fu causa della sua morte precoce per avvelenamento. Fu beatificato il 9 febbr. 1590. Festa il 31 agosto.

BIML.: Nella biblioteca Vallicelliana a Roma, si conservano vari manoscritti del Beato. – P. G. Bacci, Vita del beato G. G. A., 2° ediz. Roma 1890; A. Pazzini, I santi nella storia della medicina, Roma 1937, p. 434.