ANDREA, arcivescovo di RODI (CRISOBERGA). - Domenicano, n. a Costantinopoli da famiglia scismatica, si convertì al cattolicesimo ed entrò nell'Ordine dei Predicatori nel convento di Pera. Lavorò strenuamente per l'unione dei Greci con la Chiesa di Roma, e a questo scopo prese parte ai Concili di Costanza, Basilea e Ferrara-Firenze. Insignito di cospicue dignità, Maestro del Sacro Palazzo (1425-32), vicario generale della Società dei Fratelli pellegrini, fu incaricato di difficili legazioni nell'Ordine (prima e dopo i Concili) ed anche in Italia presso Martino V e al Concilio di Basilea. Proposto prima per la sede di Sutri (1429) che però mai raggiunse, Eugenio IV lo designò all'arcivescovato di Colossi in Rodi, donde il nome suo più noto ai Latini di Colossense o Rodiense. Appose la sua firma al decreto d'Unione fiorentino (6 luglio 1439), ma la sua attività si svolse piuttosto nelle sessioni di Ferrara, dove tenne il discorso di apertura e difese brillantemente la posizione cattolico-romana contro Bessarione (ancora scismatico) e Marco d'Efeso, sulla questione del « Filioque ». Oltre i suoi lavori conciliari (anche come predicatore a Costanza e Basilea) restano di lui due scritti, uno recentemente edito sull'essenza e l'operazione divina, diretto a Bessarione (ed. Candal), e un altro polemico contro Marco Eugenio Efesino (bibl. Vatic., cod. Pal. lat. 604). Le date della lunga carriera di questo personaggio sono assai difficili da stabilirsi con esattezza.
des Frères Périgériants, Roma 1937; G. Hofmann, Die Kanzilarbeit in Ferrara, in Or. Chr. Per., 3 (1937), pp. 423-35; E. Candal, Andreae Rhodiensis... epistula, in Or. Chr. Per., 4 (1938), pp. 329-71; P. Mandonnet, s. V. in DThC, I, coll. 1181-82.