ANNIBALDI (ANNIBALDESCHI) della MOLARA, RICCARDO degli. - Fu creato cardinale col titolo di S. Angelo da Gregorio IX, suo prozio, nel 1237 o 1239. Fu nominato, forse da Innocenzo IV, arciprete della basilica Vaticana, quindi arcidiacono della Chiesa romana e in questa qualità incoronò nel 1265 papa Clemente IV. Nel 1248 divenne rettore della Campagna e della Marittima. Per incarico di Innocenzo IV avrebbe riunito sotto le regole di s. Agostino i numerosi eremiti dispersi in Toscana: il regolamento da lui fatto in proposito per fissare il costume dei professi, novizi e conversi, fu confermato da Alessandro IV, suo zio, con una bolla emessa ad Anagni il 22 luglio 1255 (Potthast, n. 16334) e nel marzo 1257 fu nominato dallo stesso Papa protettore dell'Ordine. Gli furono affidati i più importanti affari politici della Chiesa: nel 1252 andò a Firenze per stabilire la pace tra le fazioni che dividevano la Toscana; fu scelto da Clemente IV a far parte dell'ambasceria che conferì a Carlo I l'investitura del regno di Napoli; fu uno dei sei cardinali a cui gli opposti partiti deferirono, per compromesso, l'elezione papale; fu incaricato da Gregorio IX di regolare il conflitto fra le chiese di Viterbo che si
disputavano le spoglie di Clemente IV; gli fu affidato da Innocenzo V il giudizio di una contestata elezione al vescovato di Anversa. Morì forse nell'estate del 1276 e fu seppellito nella basilica di S. Pietro. Fu intimo di s. Tommaso d'Aquino col quale ebbe anche relazioni di parentela, avendo una nipote del santo sposato un Annibaldi di Ceccano.