ANSARIO, SANTO

ANSARIO, santo. - Arcivescovo di Amburgo
e Brema, apostolo della Scandinavia, n. nell'80 nella
Francia settentrionale, m. a Brema il 3 febbr. 863.
Fu educato nel monastero di Corbie in Piccar-
dia, ove prese l'abito monacale. I superiori lo
chiamarono ad insegnare prima nel monastero, do-
ve iniziò la vita religiosa, poi a Nuova Corbie nella
Sassonia, dove era stato fondato un altro mona-
stero. Dietro invito del re Wala parti per la Danimarca,
insieme con Auttero, ma dovette lasciarla nell'827,
senza aver potuto erigere una sola chiesa. Nell'829 il
re svedese Björn pregò l'imperatore Ludovico il Pio di
mandargli dei missionari, ed A. vi andò insieme col
confratello Wittmara. Nella primavera dell'anno se-
guente sbarcarono a Birka (Björkö), piccola isola nel
lago Mälar, allora centro politico e commerciale della
Svezia. Presto però (831) dovettero lasciare la missione.
Ludovico il Pio, cercando di creare un appoggio per
l'apostolato fra i popoli nordici, eretta la diocesi di
Amburgo, indipendente da qualunque metropolita,
scelse A. come primo vescovo. Gregorio IV lo nominò
arcivescovo e suo legato per tutta la Scandinavia. La-
ciato Gauberto nella Svezia, si riservò, oltre la cura
della diocesi, l'apostolato in Danimarca, ma dovette
limitarsi al reclutamento e all'educazione di giovani
danesi, destinati per l'apostolato in patria. Essi veni-
vano istruiti o ad Amburgo o nel monastero di Thou-
rout (Fiandra), il cui reddito era stato dall'imperatore
nell'831 destinato al mantenimento della povera dio-
cesi di A.
Col trattato di Verdun (843), Thourout cadde sotto
il dominio di Carlo il Calvo e A. perdette, insieme
alle risorse del monastero, anche i collaboratori. Il
saccheggio di Amburgo da parte dei Normanni nel-
l'843 distrusse le missioni ed egli fu costretto ad ab-
bandonare il paese. Divenne vescovo di Brema, a cui
venne unita la diocesi di Amburgo. Avendo poi ottenuto
libertà di predicazione, A. eresse chiese a Schleswig ed
a Ribe. Nell'853 od 854 giunse a Sigtuna per ripre-
dere le missioni nella Svezia, dove il re Olaf concesse
la libertà di culto. Gli succedette nella missione il suo
discepolo Rimberto, che gli seguì anche sulla sede ve-
scovile dopo la morte (3 febr. 865) e ne scrisse la
vita. Le circostanze politiche e le stragrandi difficoltà
inerenti all'impresa fecero sì che il successo dell'apo-
stolato di A. riuscisse assai modesto. Rimane però il
fatto che egli mise su solide basi la cristianità di Birka,
Schleswig e Ribe e lasciò definitivamente la legazione
per le missioni nordiche alla diocesi di Amburgo.
Brema. Disgraziatamente, il lavoro di A. non ebbe
continuatori immediati.

Bibl.: H. von Schubert, Ansgar und die Anfänge der Schles-
wig-Holsteinischen Geschichte, Kiel 1900; Vita Anskarii auctore
Rimberto, in B. Schnied, Scriptores rerum germanic. in unum
scholarum, Hannover 1917; H. Berlière, L'ordre monastique des
origines au XIIIe siècle, Lilla-Parisi 1924; E. de Moreau, Saint
Anschaire, missionnaire en Scandinavie au IXe siècle, Lovanio
1930; Ph. Schmitz, Histoire de l'Ordre de S. Benoît, I, Gembloux
1942.