ANSELLO (CIOÈ ANSELMO)

ANSELLO (cioè Anselmo). - Benedettino, detto lo Scolastico (Anselius Scholasticus). Con gli autori della Histoire littéraire de la France si è creduto, fino ad oggi, ch'egli fosse monaco di Fleury, vissuto nel sec. x; ma A. Wilmart, basandosi sul cod. Vaticano Reg. lat. 73, lo dice monaco di Saint-Germain d'Auxerre, e lascia incerto il secolo in cui visse (x o xi).

Il suo nome è legato alla Visio cuiusdam monachi, più nota col nome di Visio Anselli, molto celebre nel medioevo, eppur rimasta manoscritta fino al secolo scorso, quando Edelestand du Méril la pubblicò (1843) in Poésies latines populaires (I, 200-17) e il Migne la riproduce (PL 151, 643-52). Se ne desidera tuttora un'edizione critica.

Il poema ha per teatro l'abbazia di S. Remigio di Reims e descrive la visione che un monaco, passando di là, ebbe del demonio e dell'inferno. Si compone di versi ottobillabi, a rima baciata e assonanze, con la penultima sillaba sempre breve e senza elisioni.

È preceduto da una lettera-prefazione, diretta ad un abate Oddone, forse Oddone di Cluny (924-42), ma potrebbe anche essere Oddone di Saint-Germain d'Auxerre (1032-52). Rimasta inedita, la lettera è stata criticamente pubblicata, nel 1933, dal Wilmart, sulla base di tre manoscritti.

BIBL.: PP. Maurini, Histoire littéraire de la France, VI, 2a ed., Parigi 1867, p. 253; C. Fritzsche, Die lateinischen Visionen des Mittelalters bis zur Mitte des 12. Jahrhunderts, in Romanische Forschungen, 2 (1885), p. 249 e 3 (1887), pp. 347-48; A. Wilmart, La lettre-préface de la «Visio Anselli Scholastici», in Anale Latina Reginensis (Studi e Testi, 159), Città del Vaticano, 1933, pp. 283-85. Ignio Cecchetti