ANTONIO, arcivescovo di Novgorod. - Vicende politiche diverse portarono questo monaco, che al secolo si chiamava Dobrynia Jadrejkovič, nel 1211 alla sede vescovile di Novgorod, sua città natale, poi a quella di Przemysl in Galizia nel 1219, e di nuovo a Novgorod nel 1225. Divenuto muto, si ritirò nel monastero di Khutyn, dove morì, probabilmente nell'anno 1231. La Chiesa russa lo commemora il 10 febbr. Grazie al suo appoggio la ricca città commer-
ciale di Novgorod stipulò trattati coi Tedeschi del Baltico, resistette ai principi che volevano la guerra ed entrò in relazione coi legati del Papa.
È noto per il suo Libro del Pellegrino, che descrive prima la chiesa e i tesori di S. Sofia a Costantinopoli, poi elenca le ricchezze, le immagini e specialmente le reliquie, anche le più favolose, che si conservavano nel 1200 nelle diverse chiese della città imperiale. Questo documento, con le sue brevi, ma precise informazioni, ha grande importanza per l'archeologia e l'agiografia perché redatto prima del saccheggio del 1204 (ediz. di Loparev, nel Pravoslavni Palestinskii Sbornik, XVII, fasc. III, 1899; trad. franc. in B. de Khitrovo, Itinéraires russes en Orient, Ginevra 1889, pp. 85-111).