1. A., figlio di Mincsteo, governatore militare della Celesiria e Fenicia sotto Seleuco IV Filopatore (187-175 a. C.); è identico ad A. Tarsco o Traseo (di Tarso). Consigliò al suo re di depredare le ricchezze del tem-pio di Gerusalemme e seguì la malaugurata impresa di Eliodoro. Da Antioco IV Epifane (175-163) fu in-vitato ambasciatore presso Tolomeo IV Filometore d'Egitto. Fu ucciso nel 166 a. C. da Giuda Maccabeo (I Mach. 3, 4-12; II Mach. 4, 4-21).
2. A., « capo delle esazioni » (I Mach. 1, 30), in-vitato da Antioco IV Epifane a Gerusalemme per im-porre l'ellenizzazione col suo terrorismo. Con un eser-cito di 22.000 uomini vinse i Giudei a tradimento, assalendoli di sabato (II Mach. 5, 24-26). Forse è identico al precedente A.
3. A., governatore della Celesiria sotto Alessandro Bala; schieratosi poi dalla parte di Demetrio II Ni-canore, mosse guerra a Gionata Maccabeo, partigiano di Alessandro, e fu sconfitto presso Azoto nel 147 a. C. (I Mach. 10, 67-87). Flavio Giuseppe (Antiq. Iud., XIII, 4, 3) lo nomina A. Daus, membro della tribù sogdiana dei Dai.
4. A., figlio di Genneo (II Mach. 12, 2), generale di Antioco V Equatore (163-162 a. C.), aggredi i Mac-cabei in tempo di pace. Vincenzo Cavalla