'AQIBĀ' (o 'Aqibā') ben JOSEF, Rabbī. - Uno dei principali dottori tannaiti, n. in Giudea verso il 40, m. nel 137. La leggenda ha ornato la sua vita di meraviglioso (rozzo pastore, sposò la figlia del suo ricco padrone, e per accontentare la sposa a 40 anni imparò a leggere). Per la sua conoscenza della tōrāh e della tradizione legale, divenne maestro incontestato della halakhāh (v.). Apparteneva alla scuola di Jamnia; ma abitava e insegnava a Lidda e a Bēnē Bērāq.
'A. è il padre del talmudismo. Casuista, trattò le prescrizioni legali in sé, staccandole dall'esegesi biblica; separò quindi la halakhāh dal midhrās, precisando il rispettivo metodo. Ne risultò la sistematica disposizione delle tradizioni legali per materie; 'A. fu il primo raccoglitore del materiale halakhico che costituì poi la Mišnāh (v.), di cui insegnò lo spirito e il piano. Il discepolo di 'A., R. Meir, proseguì la raccolta e l'ordinamento. Il Talmud parla spesso della « Mišnāh di Rabbī 'A. »: non pare trattarsi di un'opera distinta, ma della paternità di 'A. circa la nota Mišnāh. I midhrāsīm halakhici Sifrā e Sifrē, attribuiti ai suoi discepoli R. Jehudāh ben Ilaj e R. Simeon ben Jobaj, contengono molto materiale proveniente da 'A. Per l'esegesi biblica, 'A. stabilì dei principi ermeneutici (« regole di 'A. ») atti a valorizzare ogni elemento del testo sacro. Sostenne l'ispirazione divina del Cantico dei Cantici.
Prese viva parte alle vicende politiche del suo popolo, dopo la distruzione del Tempio (anno 70). Visitò, si dice, i giudei sparsi in Arabia e in Africa, e più volte sarebbe venuto a Roma, entrandovi in rapporti personali con l'imperatore Adriano. Fu l'anima della rivolta di Bar Kokhebā, che 'A. unse e proclamò liberatore e Messia. Fallito il movimento, il vecchio 'A. fu tre anni in carcere, poi giustiziato fra i tormenti a Cesarea. A lui si fa risalire la concezione del martirio in vigore nel giudaismo (Talmud bab., Bērākhōth 61 b).
Gli furono attribuite le due opere cabalistiche, sorte 8-10 secoli dopo, Séfer jēširāh (Libro della creazione) e Séfer 'ōthijōth (Libro delle lettere) detto « Alfabeto di 'A. » (ed. Venezia 1556; in G. Bartolocci, Biblioteca rabbinica, IV, Roma 1693).