Enciclopedia Cattolica vol. I, 1948 Storia, storici e biografie varie Storici, biografie varie

ARIBERTO (ERIBERTO) D'ANTIMIANO

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Noto anche come: inglese: Aribert of Milan; Eriberto da Antimiano

ARIBERTO (ERIBERTO) D'ANTIMIANO. - Arcivescovo di Milano (1018-45), discendente da stirpe cavalleresca della Lombardia, fu principe della Chiesa più politico che religioso, implicato in tutti i conflitti d'ordine temporale, che sconvolgevano il clero prima della riforma gregoriana. Per opera soprattutto dell'imperatore Enrico II fu elevato alla sede di s. Ambrogio e consacrato il 20 marzo 1018. Si trovò spesso alle corti di Strasburgo, di Venezia e altrove. Il 10 ag. 1022 sottoscrisse gli atti del Concilio di Pavia, dopo papa Benedetto VIII. Sotto Corrado II (1024-39), per averne protezione contro la nobiltà longobarda, si unì strettamente al sovrano germanico, lo coronò nel 1026 re d'Italia e l'accompagnò a Roma per l'incoronazione imperiale avvenuta il 26 marzo 1027. L'imperatore e il papa Giovanni XIX gli confermarono grandi privilegi, uno dei quali era la precedenza sull'arcivescovo di Ravenna. Ai lodigiani impose il vescovo per diritto di guerra. A. combatté ovunque per il suo signore imperiale. Ricordiamo solamente la guerra contro Oddone, conte di Champagne, combattuta nel 1034, ritornando dalla quale si trovò di fronte alla rivolta dei suoi vassalli (valvassori) che aveva maltrattati. La lunga e indecisa lotta, che A. dovette sostenere, fu chiusa con l'intervento dell'imperatore, che cercò di riconciliare gli avversari in una dieta pubblica a Pavia. Avendo però più tardi l'imperatore scoperto che A. fomentava il malcontento serpeggiante tra i milanesi contro di lui, lo fece arrestare. Riuscito ad evadere si fortificò a Milano, che l'imperatore cinse d'assedio. Anche dopo la ritirata delle truppe imperiali, A. curò la difesa di Milano con l'istituzione di una milizia comunale contraddistinta dal vessillo del famoso «carroccio», su cui erano innalzati un crocifisso e due bandiere bianche. Nel 1040 a Ingelheim A. fece la pace col nuovo imperatore Enrico III e negli ultimi anni della sua vita dovette ancora comporre la lite sorta fra la nobiltà e la cittadinanza di Milano. Morì il 16 genn. 1045.

Bibliografia5 opere
BIBL.: F. Savic, Gli antichi vescovi d'Italia; Lombardia, parte 1°; Milano, Firenze 1913, pp. 386-410 (con bibliografia precedente); E. Wunderlich, Aribert von Antemiano, Erzbischof von Mailand, Diss., Halle 1914; P. Richard, s. v. in DHG, IV, col. 157 ag.

Lucchesio Spätling

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Di Lucchesio Spätling

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), col. 1895.

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Pagina 1116
vol. 1, coll. 1895–1896

Altre voci di Lucchesio Spätling: ARIBONE · ALBERONE · ALBERICO DI MONTECASSINO · ALBERICO (AUBRY), BEATO · ADOLFO II, ARCIVESCOVO DI MAGONZA

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Spätling, Lucchesio. “Ariberto (Eriberto) d'Antimiano.” In Enciclopedia Cattolica, vol. I, col. 1895. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948. https://azioneromana.com/it/article/ariberto-eriberto-d-antimiano.

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Spätling, Lucchesio. “Ariberto (Eriberto) d'Antimiano.” Enciclopedia Cattolica, vol. I, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948, col. 1895. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/ariberto-eriberto-d-antimiano.

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