ARMALDI, GIOVAN BATTISTA. - N. a Castellaro, in diocesi di Ventimiglia, l'8 genn. 1806, m. a Spoleto il 28 febbr. 1807. Nel 1820 l'A. dedicò una Conclusione a Pio VIII. Gregorio XVI fece l'A. cappellano segreto, protonotario apostolico e votante della segnatura di giustizia, nonché abbreviatore del parco maggiore e canonico coadiutore della basilica Liberiana. Da Pio IX l'A. fu fatto il 18 marzo 1852 vescovo in partibus di Auria e deputato amministratore di Terni ed un anno dopo, nel Concistoro del 7 marzo 1853, fu preconizzato arcivescovo di Spoleto. Dopo il 1860 l'A. si distinse per la sua fiera condotta di fronte alle nuove autorità statali. Già nel nov. 1860 aveva lamentato le offese e la guerra fatta alla Chiesa in Umbria accordandosi in particolar modo della propaganda anticattolica. Nel 1863 l'A., insieme col futuro papa Leone XIII, allora vescovo di Perugia, protestò violentemente contro il decreto dell'exequatur. Avendo inoltre indirizzato l'A., durante la quaresima, ai suoi fedeli, una pastorale in cui attaccava la politica del nuovo governo, fu rinchiuso nella rocca di Spoleto. Liberato, persistette nel suo atteggiamento e nel 1866 protestò nuovamente presso il Ricasoli, contro le misure prese nei riguardi del clero durante la guerra con l'Austria.
ARMALDI, GIOVAN BATTISTA
BIBL.: G. Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Venezia 1840-79, passim; P. Balan, Continuazione alla storia universale della Chiesa Cattolica, dell'Abate Rohrbacher, 3 voll., 2a ediz., Torino 1870-86, passim. Silvio Furlani