AZOTO (EBR. 'ASDÔDÛ; ASSIR. ASDÛDÛ; GR. "AÇÔ-705; OGGI ESDÛDÛ)

AZOTO (ebr. 'Asdôdû; assir. Asdûdû; gr. "Açô-705; oggi Esdûdû). - Una delle cinque città filiste (Ios. 13, 3), rimasta sempre tale (I Sam. 5, 1-8). A 5 km. dal Mediterraneo, equidistante (55 km.) tra Gaza e Giaffa, sulla strada tra l'Egitto e la Siria, aveva un portanza strategica e commerciale. Fu celebre per il tempio di Dagon, divinità filiste, dove i Filistei portarono l'arca dell'alleanza da essi catturata in battaglia (I Sam. 5, 1-8; Jud. 16,23).

Sargon, re d'Assiria, se ne impadronì nel 711 a. C. (Is. 20, 1) e, secondo Erodoto (II, 157), anche Psammetico I re d'Egitto (663-610). Nel 163 e 143 fu dai Maccabei espugnata (I Mach. 5, 68) e distrutta (ibid. 10, 77-84; 11, 4). Sotto il dominio romano, fu da Pompeo dichiarata libera, e ricostruita nel 55 a. C. da Gabinio, proconsolo della Siria (Flavio Giuseppe, Antig. Iud., XIV, 5, 3; Bell. Iud., 1, 8, 4). Popolata da Giudei e da Greci, appartene poi al regno di Erode, che la legò per testamento alla sorella Salome (4 a. C.).

In I Mach. 9, 15, in luogo di «montagna di A.», ignota ed in contrasto col contesto, è stato proposto di leggere «montagna di Hasor» che sarebbe la Baal-Hasor di II Sam. 13, 23, l'odierna Gebel el-'Asûr (F.-M. Abel, in Revue Biblique, 33 [1924], pp. 380-87; L. Pirot, Asot, in DBs, I, coll. 682-84).

Evangelizzata dal diacono Filippo (Act. 8, 40) fu sede vescovile della Palaestina prima nei secc. IV-VI. Silvano, vescovo di A., partecipò al Concilio di Nicea, 325; si conoscono altri tre vescovi di A.: Charisio, Eraclio, Lazzaro. Dal sec. XIV è sede titolare che, fino a metà del sec. XVIII, era conferita agli ausiliari di Treviri.

BURL.: F. Vigouroux, Asot, in DB, I, coll. 1307-11. Per la diocesi, cf. G. Bardy, Asot, in DHG, V, coll. 1365 seq.

GAETANO M. Perrella