BARTOLOMEO (CORDONI) DA CASTELLO

BARTOLOMEO (CORDONI) da Castello. - Scrit-tore ascetico francescano, n. a Città di Castello, dalla famiglia Cordoni, nel 1471; fu allievo del Poliziano a Firenze; dopo la morte della sposa, entrò tra i Mi-nori osservanti a S. Maria degli Angeli (Assisi) nel 1504, e qui come poi a Perugia formò una piccola scuola di spiritualità, scrivendo per i suoi discepoli il famoso trattato De unione animae cum superemi-nenti lumine. Andato missionario in Africa, vi esplicò vasto apostolato tra i Mori ed ebbe molto a soffrire per la fede (1534); m. in Mauritania il 9 apr. 1535. Proclamato «beato» a voce di popolo.

La dottrina esposta nel suo trattato De unione animae, a forma di dialogo tra Dio (l'amore divino), l'anima e la ragione, è ispirata particolarmente a s. Bonaventura, a Bertino da Casale e Iacopone da Todi; ma è pure for-temente personale, in taluni punti alquanto spinta. In tre parti, B. parla dell'amore divino, dei vari modi (vie) ed esercizi per acquistarlo. L'opera, mezzo italiana e mezzo latina, fu pubblicata a Perugia nel 1538 da un discepolo di B.; dopo la 2a ed. di Milano del 1539 (a cura del p. Girol. da Molfetta, passato dagli Osservanti ai Cappu-cini e poi al calvinismo) fu messa all'Indice (1584 e 1600).

BIBL.: A. Muzi, Memorie eccles. di Città di Castello, V. Fi-renze 1843, pp. 160-63; I. H. Sbaralea, Suppl. ad Script. Ord. Moti, I, Roma 1908, p. 118; N. Santinelli, Il b. B. C. e le fonti della sua mistica, Città di Castello 1930; G. Oddi, La Franciscina, II, Firenze 1932, pp. 456-73; Martyrol. Franc., Roma 1939, pp. 133-34; Emidio d'Ascoli, s. V. in DSp. I, coll. 1266-67.