BARTOLOMEO DA SIMÈRI, SANTO

BARTOLOMEO da Simèri, santo. - Organizzatore della vita monastica basiliana nell'Italia meridionale dopo la conquista normanna. Da una vita di B., della seconda metà del sec. XII, si deduce ch'egli n. a Simèri (Catanzaro), verso la metà del sec. XI, da nobile famiglia e che gli fu dato il nome di Basilico. Ancora giovinissimo, si fece discepolo dell'eremita Cirillo. Ritiratosi poi sulle montagne prossime a Rossano, vi costruì il monastero di S. Maria Odigitria, detto del Patire, o Patirion, grazie ai sussidi del protonobilissimo Cristòdulo e di Adelaide, vedova del conte Ruggero. B. fu ordinato sacerdote dal vescovo di Belcastro, Policronio; ma tosto insorse contro di lui il vescovo di Rossano. B. ottenne allora da Pasquale II (1105) la conferma della immutabilità per il suo monastero. B. si recò a Costantinopoli, ove l'imperatrice Irene, insieme con l'imperatore Alessio Comneno, lo ricevette con onori e lo colmò di doni consistenti in denaro, libri e vasi sacri; fu inoltre incaricato da Basilio Kalimèris di riformare un monastero del Monte Athos.

B., tornato a Rossano, vi chiuse i suoi giorni il 19 ag. 1130. Il suo culto si diffuse presto nei monasteri basiliani dell'Italia meridionale, come ne fanno fede diversi Tipici.

BIBL.: Acta SS. Septembris, VIII, Bruxelles 1762, append. pp. 810-816; Lancia di Brolo, Storia della Chiesa in Sicilia, II, Palermo 1884, pp. 493-499; P. Batiffol, L'archivio de Saint-Sauveur de Messine, in Revue des Questions Historiques, 42 (1887), pp. 555-567; id., L'abbaie de Rosano, Parigi 1891; A. Mancini, Per la critica del «Bios» di B. di Rossano, in Rendic. dell'acc. di archeol., lett. e belle arti, nuova serie, 21 (1907), pp. 491-504; P. Orsi, Chiese milane, II: Il Patirion di Rossano, in Boll. d'arte, nuova serie, 2 (1922-23), pp. 520-622; M. Scaduto, Il Monachismo basiliano nella Sicilia medievale, Roma 1947, pp. 165-180.