BARZIZZA, GASPARINO. - N. a Barzizza in quel di Bergamo secondo il Sabbadini nel 1359. Laureatosi a Pavia nel 1392 in grammatica e retorica insegnò in questa stessa città dal 1400 al 1407. Dal 1408-20 insegnò nello Studio di Padova donde si trasferì, nel 1421, con il favore di Filippo Mario Visconti in Lombardia. Nel 1430 ritornò a Pavia ma per poco, perché, ivi lo coglieva la morte nel 1431. A Padova il B. si addottorò anche in arti e nel 1414 fu nominato segretario apostolico, partecipando poi, nel 1417, con questo ufficio, al Concilio di Costanza, mentre Francesco Filelfo lo sostituiva sulla cattedra padovana.
Il B. ebbe notevole influenza sulla cultura e sulla formazione umanistica dei letterati del suo tempo. Alla sua scuola si formarono, tra gli altri, Vittorino, Francesco Barbaro, il Filelfo, L. B. Alberti. Il B. fu amico di Guarino Veronese. Al B. si deve l'istituzione nel '400 del Convitto. Egli difatti tenne convittori a casa propria, tra i quali alcuni di nobili famiglie, come tre nipoti del card. piacentino Branda Castiglioni. I convittori pagavano una retta di 40 scudi ed erano affidati alla cura di buoni precettori, talvolta agli stessi figliuoli del B., mentre il B. sorvegliava l'andamento generale, ego - diceva - ad gubernaculum sedeo.
Dall'epistolario appare quanta cura e sollecitudine paterna il B. ponesse nell'educazione dei suoi scolari e convittori. L. B. Alberti lo chiama « padre e precettore » e il Senato veneto alle dimissioni del B. doveva rispondere « nostri nobiles non possunt pati te a filia eorum divelli ». Sull'esempio del B., anche Guarino V. aprì poi un convitto in casa sua. Il B. ebbe il merito di avere affermato, nel risveglio degli studi classici del '400, la tradizione di Cicerone. Guarino poté dire di lui « cuius ductu et auspiciis Cicero amatur, legitur et per Italorum gymnasia summa cum gloria volitat ». Il B. fu - come dice il Woodward (Vittorino da Feltre, Firenze 1921, p. 20) - il primo ad avvicinarsi a Cicerone con uno spirito prettamente scientifico, applicando al testo un metodo analitico comparativo al quale nessun autore antico era stato fino allora assoggettato. Il B. è autore di un trattato sull'« ortografia » che stabilisce i nuovi fondamenti della ortografia umanistica. Opere: G. B., Opera, Roma 1728.