BATIFFOL, PIERRE. - Prelato francese, n. a Torino 1872, 1861, m. a Parigi il 13 genn. 1929; allievo di S. Sulpizio, sacerdote nel 1884. Frequentò l'Istituto cattolico di Parigi e l'«Ecole pratique des
Hautes-Etudes», dove fu discepolo di L. Duchesne dal 1882 al 1884. Nel 1885 fu inviato in missione ufficiale in Albania per studiarvi il celebre Codex purpureus di Berat. Dal 1887 al 1889 soggiornò a Roma in qualità di cappellano a S. Luigi dei Francesi, e vi lavorò sotto la direzione di G. B. De Rossi. Già dal 1887 prese a collaborare a varie riviste scientifiche. Ma fu tra gli anni 1889-98, allorché occupava a Parigi il posto di cappellano della scuola Sainte-Barbe, che cominciò a pubblicare studi e opere concernenti la patristica, la scienza biblica e la storia della liturgia. Le più importanti di questo periodo sono, oltre gli Studia patristica (Parigi 1889-1900), le sue tesi di dottorato L'abbaye de Rossano e Quaestiones Philostorgiae (tutte e due ivi 1891); L'Histoire du bréviaire romain (ivi 1893); La Littérature grecque chrétienne (ivi 1897); e Six leçons sur les Evangiles (ivi 1897). Nel 1895 fondò la Bibliothèque de l'enseignement de l'histoire ecclésiastique, che continua tuttora.
Dal 1898 al 1908 fu rettore dell'Istituto cattolico di Tolosa. Sotto il suo impulso, gli studi di teologia positiva vi ebbero un rigoglioso notevole. Senza trascurare completamente i suoi studi anteriori, nel 1900 pubblicò ancora a Parigi i Tractatus Origenis, restituiti più tardi a Gregorio di Elvira, e gli consacrò in seguito le sue migliori opere alla storia dei dogmi. Nel 1899 fondò il Bulletin de littérature ecclésiastique, e nel 1905 iniziò la collezione Etudes d'histoire des dogmes et d'ancienne littérature ecclésiastique (5 voll., dal 1905 al 1914). Come frutto del suo insegnamento, pubblicò un'opera di metodo Questions d'enseignement supérieur ecclésiastique (Parigi 1905) e due volumi di Etudes d'histoire et de théologie positive, consacrati il primo soprattutto alla Penitenza (ivi 1902), il secondo interamente all'Eucaristia (ivi 1905). Uscite in piena crisi modernista, queste pubblicazioni furono oggetto di vivaci critiche: la seconda fu messa all'Indice con il decreto del 26 luglio 1907. Benché il B. fosse stato uno dei primi a denunciare gli errori di A. Loisy e l'avesse combattuto in numerosi articoli e specialmente nel suo libro L'Enseignement de Jésus (ivi 1905), egli dovette nondimeno rassegnare il suo ufficio di rettore nel 1908. Ritiratosi quindi a Parigi, vi riprese il suo posto di cappellano alla scuola Sainte-Barbe, che occupò fino alla morte.
È durante questo periodo di ritiro forzato (1908-29) che si svolge la serie dei suoi più importanti e più durevoli lavori, consacrati soprattutto alla storia delle origini della Chiesa. Nel 1909, egli dà alla luce L'Eglise naissante et le Catholice (Parigi), che resta il suo capolavoro e che, con La paix constantinemine (ivi 1914), Le catholicisme de s. Augustin (ivi 1920) e Le Siège apostolique (ivi 1924), forma la sua opera capitale: Le Catholice des origines à S. Léon le Grand. Frattanto, egli pubblicò la sue conferenze su Orpheus et l'Evangile (ivi 1910) e il suo commentario sulle Odes de Salomon (ivi 1911), fondò, in collaborazione con p. de Labriolle, il Bulletin d'ancienne littérature et d'archéologie chrétiennes (1911-14), rifuse completamente la sua storia del breviario romano (ivi 1911) come pure la sua opera condannata nel 1907, sull'Eucaristia (5 voll., ivi 1913). Dopo la prima guerra mondiale, egli pubblicò le Leçons sur la Messe (ivi 1919) e Etudes de liturgie et d'archéologie chrétiennes (ivi 1919), seguiti ben presto dalle Surovances du culte impérial (ivi 1920). La sua partecipazione alle conferenze di Malines gli offrì l'occasione di pubblicare uno studio apologetico: Catholice et paupière, difficulté anglicane et russes (ivi 1925). La bella biografia di S. Grégoire (ivi 1928) chiude la serie delle sue grandi opere. In un volume postumo intitolato: Cathedra Petri. Etudes d'histoire ancienne de l'Eglise (Unam Sanctam, 4 [ivi 1938], sono stati raccolti alcuni articoli (editi e inediti) del B. che integrano i volumi sul cattolicesimo dalle origini a s. Leone Magno.
Scrittore molto fecondo, B. ha collaborato a molteplici riviste e partecipato a lavori di storia patria, a congressi di liturgia e d'etnologia religiosa. Sono tuttavia i suoi studi sulle origini della Chiesa e la storia della S. Sede che gli assicurano un posto eminentemente nella scienza cattolica del sec. XX.
Damiano Van den Eynde