BEATRICE DI NAZARETH, BEATA

BEATRICE di NAZARETH, beata. — Monaca cistercense, n. a Tirlemont ca. il 1200, m. a Notre-Dame-de-Nazareth, presso Lier (Brabante) il 28 ag. 1268. Abbracciò la vita religiosa a 17 anni nel monastero di Bloemendael, fondato da suo padre, che poi seguì nelle ulteriori fondazioni di Maagendael e di Notre-Dame-de-Nazareth (1236) dove fu priora.

Di fine cultura e privilegiata di grazie mistiche, fu una precorritrice della devozione riparatrice del S. Cuore. Sua caratteristica, infatti, è una grande devozione alla Passione del Signore, che sempre conservava presente alla sua intelligenza e la fece penetrare nel Cuore del Maestro, che l'attirava a sé, la rinchiudeva nella sua ferita e là ella sentiva gli avvertimenti spirituali, le promesse, i desideri del Divino Riparatore.

Ci rimane di lei: Von seven Manieren van Mime (Lovanio 1926), dove descrive i diversi gradi di ascensione di un'anima verso l'amore di unione mistica con Dio, che richiama le sette dimore dell'anima di S. Teresa. E, ebbe anche l'abitudine di scrivere le sue esperienze spirituali, intercalandole con piccoli trattati di argomenti ascetici e mistici, che formarono, dopo la sua morte, una specie di autobiografia che servì di fondamento a W. von Afflighem, abate di St-Trond, per una Vita scritta in latino e pubblicata con varie omissioni e senza prologo, da C. Henriquez con il titolo: Quinque prudentes virgines (Anversa 1700).

BIBL.: L. Reijpens e J. van Mierlo, Een nieuwe schrijfter uit de eerste helft der XIII eeuw, in Dietsche Warande en Belfort, 1925, pp. 352-77; id., Beatrix van Nazareth Seven Manieren van Mime, Lovanio 1926, con ampia introduzione; J. van Mierlo, s. V. in DSP, 1. coll. 1310-14.