BEAUMONT, CHRISTOPHE de. - Arcivescovo di Parigi, n. nel 1703, m. a Parigi il 12 dic. 1781, esemplare per il rigore dei costumi, per il grande spirito di fede e per la profonda devozione al sovrano. Fu dapprima nominato canonico e conte di Lione, poi, nel 1741, consacrato vescovo di Baiona; nel 1745 arcivescovo di Vienne e, l'anno successivo, fu promosso alla sede di Parigi. Celebre è rimasta la sua disputa teologica contro i giansenisti, circa la bolla pontificia che condannava l'opera del p. Du Quesnel intitolata Réflexions morales. Sostenne altresì vivaci polemiche con alcuni filosofi e scrisse varie ordinanze contro libri - fra cui l'Émile - di J. J. Rousseau che gli pareva scalzassero le basi della religione e dello Stato. Questo suo atteggiamento gli suscitò contro l'opposizione violenta del Parlamento, tanto che Luigi XV, per sottrarlo alle persecuzioni, lo esiliò prima al Castello di La Roque, nel Périgord, poi a Conflans ed infine in un monastero di Trappisti. Nessuna minaccia valse a piegarlo davanti ai suoi avversari.
Il B., rigidissimo contro i giansenisti, era invece ammirevole in privato per la sua moderazione, per il suo temperamento mite e per la grande carità verso il prossimo. Si dedicò con zelo generoso alla direzione della sua diocesi fino agli ultimi giorni di sua vita. Ci resta di lui un Recueil de mandements, lettres et instructions pastorales.
BEAUNEVEU, ANDRÉ. - Pittore, miniatore, scultore, forse architetto, n. in Francia, lavorò tra il 1360 ed il 1403 anche in Fiandra ed in Inghilterra: nel castello di Barr per Iolanda, signora di Cassel (1360), a Valenciennes (1361-62 e 1374), a Malines (1374-75; 1383-84), a Ypres (1377), a Cambrai (1378).
Le opere che gli possono essere attribuite con sicurezza sono le statue funebri (abbazia di S. Denis) ordinategli nel 1364 da Carlo V, e le ventiquattro deliziose miniature del Salterio del duca di Berry (biblioteca Naz. di Parigi). È invece rimasta interrotta la tomba del conte L. di Mâle (Courtrai, chiesa di Notre-Dame), iniziata nel 1374.
Il suo stile, pur essendo nella scia del tardo gotico, ha spunti realistici di grande efficacia.