BERNARDO DI TIRON

BERNARDO di TIRON. - Abate e riformatore benedettino, n. nel territorio di Abbeville (perciò detto anche B. d'Abbeville) ca. il 1046 c. m. a Tiron il 14 o il 25 apr. 1117. Dopo aver raggiunto ancor giovane un alto grado di cultura, all'età di 20 anni abbracciò la vita monastica nell'abbazia di S. Cipriano di Poitiers. B. era monaco da poco quando divenne priore di S. Savino. In questo ufficio dimostrò particolare zelo per la rigida osservanza della Regola e seppe distogliere anche il suo abate Gervasio dalle sue tenui simpatici simoniache. Alla morte di quell'abate, per evitare l'elezione abbaziale, fuggì nelle foreste del Meno, ove si unì ad altri che già vi conducevano vita eremitica, ma l'ubbio-dienza lo fece tornare all'abbazia di S. Cipriano, della quale, non molto dopo, fu eletto abate.

Nel suo governo abbaziale B. ebbe molto a soffrire per il monastero che dovette difendere prima dal duca di Aquitania e poi dai Cluniacensi che reclamavano antichi diritti su S. Cipriano. Quest'ultima contesa ebbe momenti particolarmente dolorosi, e B. fu costretto ad abbandonare l'abbazia per ordine del papa Pasquale II. Tornò così alla vita eremitica, ma vi rimase poco tempo, poiché si lasciò indurre dai suoi monaci a perorare a Roma la causa del monastero. Ottenuta giustizia, fu reintegrato nel suo ufficio. Ma una nuova prova gli venne proprio da parte dei monaci di S. Cipriano, che trovavano troppo rigorosa la disciplina instaurata dal loro abate. In un nuovo viaggio a Roma B. vinse la causa; anzi il Papa gli propose il cardinalato, che B. rifiutò per ritornare alla vita monastica, ma non più a S. Cipriano. Dopo qualche altro tentativo di introdurre la sua riforma in monasteri preesistenti, in-contrando ancora l'ostilità dell'ambiente cluniacense, nel

1141 BERNARDO DI TIRON - BERNARDUS LOMBARDI

1144 fondò l'abbazia della S.ma Trinità di Tiron (Eure-et-Loir). Ivi improntò l'osservanza monastica all'austerità primitiva; molti accorsero a porsi sotto la sua guida. L'accresciuto numero dei discepoli richiese nuove fondazioni in Francia e in Inghilterra, mentre da signori e principi venivano larghe donazioni. Molto rinomate e frequentate furono le scuole di Tiron, durante fino alla Rivoluzione Francese.

Per l'impulso dato alla vita monastica, richiamata alle migliori tradizioni di osservanza e di disciplina, il movimento iniziato da B. si riallaccia alle correnti del tempo desiderose di un ritorno all'antico spirito di solitudine e di raccoglimento, rinunziando a partecipare alle controversie politiche ed ecclesiastiche, che erano state causa di molta distrazione per la vita dei monasteri cluniacensi. L'esperimento di B. riuscì; perciò meritò il titolo di «riformatore» dell'Ordine di S. Benedetto.

B. rifuse non solo per la sua attività, ma anche per la sua santa vita, improntata al desiderio di solitudine e austerità unita a grande carità verso i suoi discepoli. Nella sua abbazia accoglieva non solo monaci zelanti venuti da altri monasteri, ma anche persone di un pessimo passato, e a tutti sapeva indicare la via della conversione. Il martoriologo benedettino lo commemora il 14 apr.

Bibl.: Acta SS. Aprilis, II, Anversa 1675, pp. 220-22; I. Mabillon, Annales Ordinis s. Benedicti, V, p. 254; A. Zimmermann, Kalendarium benedictinum, II, Metten 1934, pp. 54-55, 56-57; P. Calendini, s. V. in DHG, VIII, coll. 754-55; F. Schmitz, Histoire de l'Ordre de St Benoît, III, Maredsous 1948, pp. 106-107. Ambrogio Mancone