BISCEGLIE. - Città della provincia di Bari, con piccolo porto sull'Adriatico. Nell'età bizantina, non prima del VII sec., venne eretta a diocesi. Secondo l'Ughelli (VII, 584) un vescovo di B. sarebbe stato presente al Concilio di Nicea del 787. Da documenti sono noti anche i vescovi Mercurio (1059), Giovanni (1071) e Amando (1182); al tempo del vescovo Bisanzio (1220) venne a B. s. Francesco di Assisi il quale vi istituì il convento detto della Nunziata, poi distrutto. La diocesi venne soppressa da Pio VII con bolla del 27 giugno 1818 ed unita in perpetuo all'arcidiocesi di Trani.
Una leggenda (BHL, 5792) dà come rinvenute nel 1167 in B. le reliquie dei martiri Mauro, Pantaleomene e Sergio. Il Mauro annoverato dall'Ughelli (VII, 935), tra i martiri d'età traiana è pura leggenda; forse si tratta di reliquie del Mauro di Fondi o del vescovo di Parenzo; Pantaleomene può essere il venerato martire di Nicomedia, ricordato al 27 luglio nel calendario marmoreo di Napoli (Martyr. Hieronymianum, p. 399); Sergio è forse il martire di Siria del 7 ott. B. fu devastata dai Goti, dai Longobardi e dai Saraceni; alla fine del sec. XI occupata da Roberto il Guiscardo che ne formò una contea. Il conte Pietro II la circondò di mura e di torri, di cui restano vestigia. Gli Svevi vi crescevano un castello ingrandito dagli Angioini. Roberto d'Angio la concesse in signoria ad Amelio del Balzo; nel 1486 insieme con Corato divenne ducato e ceduto ad Alfonso d'Aragona, tornando nel 1513, alla morte di questi, alla diretta dipendenza del reame.
ARTE - È tradizione che la chiesa di S. Adone, costruita verso la metà del sec. XI, sia opera dei militi normanni che la dedicarono al santo di Rouen. La facciata, a cuspide, è adorna di una statuina del santo e di un rosone fiancheggiato da quattro leoni romanici. Nell'interno, svisato da ornati barocchi, è un fonte battesimale del XII sec. con altorilievi raffiguranti Cristo benedicente e i simboli degli Evangelisti.
Nel 1073 il normanno conte Pietro fondava la Cattedrale che, trasformata in stile barocco, conserva il portale maggiore scolpito e triplice fascia di tralci di fogliame con protiro sorretto da grifi su colonne di marmo con capitelli a foglie di acanto mosse dal vento.
Immune da rifacimenti rimase la chiesa di S. Margherita, fondata nel 1197 da Folco, giudice imperiale. Ha pianta di croce greca con cupola centrale su pennacchi ed abside semicircolare. La cupola, quadrata all'esterno, è coperta da un tetto a piramide. La facciata a cuspide, a paramento liscio è decorata in alto da archetto pensili e da un rosoncino. Sugli altri tre lati si ripete lo stesso motivo. Alla fiancata di sinistra sono addossate le tombe dei Falcone della fine del sec. XIII, opera di Anserano da Trani, e di Pietro Facitolo da Bari. Nella chiesa di S. Margherita si conserva un dittico del 1200 con la santa e s. Niccolò, diviso in compartmenti alla maniera bizantina con scene della vita dei due santi, ed una icona, ugualmente del 1200 e di ispirazione bizantina con la Madonna ed il Bambino.
Una Madonna quattrocentesca incoronata dagli Angeli, dipinta su tavola a fondo d'oro, è nella chiesa di S. Matteo. Nel 1528 Palvisino da Putignano, un artista ritardatario, dipingeva per la chiesa di S. Luigi la tavola lunettata con la Madonna in trono con il Puto fra i ss. Francesco e Antonio e l'Eterno benedicente. In S. Maria di Giano, in agro di B., è un affresco del sec. XIV, raffigurante s. Giacomo fra storie della vita, di influsso toscano.
Alla Cattedrale pervenne dal santuario di S. Maria dei Miracoli di Andria, al tempo della soppressione degli ordini religiosi, un coro seicentesco ricco d'infatti. Vi si conserva un evangelario miniatore del sec. XI; tre antifonari miniati, dono degli Angioini, sono in S. Adone.