BISIGNANO. - Città della provincia di Cosenza, l'antica Basidiae, che acquistò particolare importanza nel periodo bizantino-normanno, per la sua posizione nel centro della Valle del Crati. Nell'eco moderno fu feudo dei Sanseverino, che se ne intitolarono principi.
Come diocesi deve considerarsi di fondazione bizantina, essendo subentrata in parte a Turio, distrutta alla fine del sec. VII. Il primo vescovo, di cui si ha notizia, è un «Anderamus Bisuntianus», che sottoscrive il Sinodo di papa Zaccaria nel 744.
Nel sec. IX, essendo la Valle del Crati alla dipendenza dei Longobardi, B. adottò il rito latino, insieme con Cosenza: tutte e due nell'847 furono dichiarate suffragane di Salerno e come tali confermate da Giovanni XV nel 994.
Ma il patriarca di Bisanzio, al quale erano state assoggettate fin dal sec. VIII tutte le diocesi della Calabria, ignorò il provvedimento e continuò a considerare B. come diocesi greca e suffragane di Reggio, come si nota nella Notitia III della Diatiposi di Leone VI il Filosofo, della seconda metà del sec. IX. Il fatto poi che B. risulta solo nella Notitia III e non nella I, dove pur è ricordata Cosenza, dimostra che B. non è anteriore al sec. VIII; quindi non è improbabile che l'Anderamus» del 744 debba considerarsi il primo vescovo di B. Dopo di lui subentra un lungo periodo di silenzio e solo con i Normanni si hanno notizie di altri presuli di B.
La creazione della diocesi di S. Marco, voluta dai Normanni come quella di Mileto, dovette sottrarre territorio a B. In compenso fu sottratta a Reggio o a Salerno e sottomessa direttamente alla S. Sede, come risulta dalla bolla di Celestino III del 1182 e dal Provinciale Vetus di Albino. Nel 1818 fu unita aeque principaliter a S. Marco.
Nel piccolo territorio è compresa Acri, che è più grande ed è patria di santi e di letterati.
Nella città sono notevoli: la Cattedrale, l'episcopio, la chiesa dei Minori. Nel suo territorio era l'abbazia cistercense della Sambucina, presso Luzzi, la prima fondata in tutta l'Italia meridionale, nel 1136. Vi fu formato l'abatà Gioacchino da Fiore, fondatore della Congregazione Florence, e notevole scrittore. Vi hanno avuto origine s. Proclo di B., erudito monaco greco, detto «biblioteca ambulante», morto verso il 990; il b. Umile Pirozzi da B., riformato (1582-1637), beatificato nel 1881 e il b. Angelo Falcone da Acri (1669-1731), cappuccino, beatificato da Leone XII nel 1825.