BISMARCK, OTTO EDUARD LEOPOLD, VON

BISMARCK, OTTO EDUARD LEOPOLD, von. - Statista tedesco, detto il Cancelliere di ferro, n. a Schönhausen il 10 apr. 1815, m. a Friedrichsruhe il 30 luglio 1898. Dimostrò ben presto speciali attitudini alla vita politica; infatti entrò giovanissimo a far parte della Dieta riunita da Federico Guglielmo IV; fu quindi ambasciatore a Parigi ed a Pietroburgo. Nominato presidente del Consiglio nel 1862, la sua politica fu rivolta soprattutto all'affermazione dell'egemonia prussiana sui minori Stati tedeschi, in opposizione all'Austria, la quale, dal canto suo, mirando a contrastare la Prussia, aveva convocato il 17 ag. 1863 in Francoforte una Dieta di principi tedeschi cui sottoporre una riforma federale. Ma l'astensione, per suggerimento del B., di Guglielmo I di Prussia, che nel frattempo era succeduto al fratello Federico Guglielmo IV, frustrò i disegni degli Asburgo.

Fu questo il primo successo politico del B., giacché la posizione dell'Austria si faceva sempre più delicata, trovandosi essa isolata dall'Inghilterra e dalla Francia e con la Russia avversa. Nuovi disaccordi sorsero ancora tra Austria e Prussia in seguito alla vittoriosa conclusione della guerra contro la Danimarca, condotta insieme, per i ducati di Schleswig, Holstein e Lauenburg, dissensi che, del resto, il B. si adoperava sempre più ad incrementare, per giungere

ad una completa rottura. Assicurata, infatti, la neutrale Italia Francia e stretta una formale alleanza con l'Italia, ne venne un conflitto, conclusosi con la vittoria di Sadowa (2 luglio 1866) in favore della Prussia, per cui l'Austria si vide esclusa da ogni influenza negli Stati tedeschi, mentre la Prussia procedeva all'annessione dell'Hannover e dei ducati dell'Holstein e dello Schleswig, e d'altra parte l'Italia otteneva il Veneto. Furono i prodromi dell'impero germanico fondato e tenuto dalla Prussia e compiutosi poco dopo con la vittoria di questa sulla Francia (1871) e con la conseguente creazione dell'Impero germanico.

La politica aggressiva di B. e l'istituzione dell'Impero germanico turbarono duramente la politica dei moderati, che negli anni 1870-71 ebbero a veder crollare il sogno europeistico-liberale, proprio perché la politica di B. fu l'attuazione del puro spirito di conquista (cf. F. Chabod, Il pensiero europeo della Destra di fronte alla guerra franco-prussiana, in La Comunità internazionale, I [1946], p. 221 sgg.). Anche all'apogeo dei suoi successi il B. fu costretto a superare difficoltà gravissime, soprattutto nel tentativo di asservire ai suoi disegni la Chiesa ed i cattolici tedeschi. Ebbe appunto in tal modo inizio quella lotta, alla quale fu dal Virchow dato il tendenzioso nome di Kulturkampf (lotta per la civiltà), e che il B. condusse col pretesto di difendere i diritti dello Stato e di combattere l'ultramontanismo politico del clero, ma che di fatto con ogni mezzo tendeva a staccare il cattolicesimo germanico da Roma, asservirlo al governo, renderlo facile preda alla penetrazione luterana, distruggendo, se possibile, le fiorenti organizzazioni sociali e di partito dei cattolici tedeschi. Iniziatasi nel 1871 col rifiuto da parte del governo di riconoscere il dogma della infallibilità pontificia ed in concorso con altri fattori, tale lotta si prolungò fino al 1887, toccando il suo culmine con le cosiddette «leggi di maggio» del 1873-74-75, decisamente oppressive, per cui non pochi vescovi furono imprigionati. Ma di fronte al risoluto atteggiamento mantenuto dai cattolici, guidati dal Windthorst e da altri energici capi, la contesa andò man mano risolvendosi in netta vittoria cattolica, fintantoché non si addivenne ad una riconciliazione. Le leggi di maggio furono riesaminate, le relazioni diplomatiche col Vaticano riprese, e dallo stesso B., che aveva avuto modo di riconoscere il grave errore politico in cui era caduto, fu richiesto a Leone XIII l'arbitrato nella questione delle isole Caroline (1887).

La stella del B. andò poi fatalmente declinando; infatti l'assunzione al trono di Guglielmo II segnò la fine del suo prestigio e della dispotica sua autorità, per cui egli il 18 marzo 1890 abbandonava il potere ritirandosi a Friedrichsruhe, ove m.

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