BOGOMILI (AMICI DI DIO)

BOGOMILI (AMICI DI DIO). - Sètta ereticale cristiana, apparsa in Bulgaria fra la prima e seconda metà del sec. X. I b. traggono il nome dal loro capo, il pop Bogomil (in bulgaro *bogumil*, «caro a Dio»). Sebbene le origini del bogomilismo siano ancora oscure, è accertato che questa «haeresis Bulgarorum», trasse origine da varie eresie precedenti, specie dai manichei, pauliciani (in *Tracia e Macedonia*, sec. VIII), iconoclasti bizantini e più immediatamente dai messaliani, secondo la testimonianza di Eutimio (PG 132, 1290). La sètta, si propagò presto in tutta la Bulgaria e sotto vari altri nomi (catari, bulgari, albigesi) nella Balcania e in altre regioni europee, fin nella Russia.

Alla base del sistema dottrinale sta un principio dualistico-gnostico di marca prettamente manichea, che ammette Dio creatore di tutto quello che è buono spiritualmente ed eterno tanto nell'uomo che nel mondo, e il Diavolo autore del male, del contingente, del materiale e corporeale. Rigettati il Vecchio Testamento, gran parte dei Sacramenti, specie il Matrimonio, le immagini sacre, negato il Purgatorio, i b. facevano consistere il culto nell'adorazione di Dio «in spirito e verità», e nell'austera vita ascetica.

Il movimento, non subito represso, ebbe momenti di grande sviluppo e momenti di sosta: di sviluppo, sotto Pietro (927-69), in Bulgaria e più tardi in Bosnia e in tutta la Balcania; di sosta, già nel 1019 con il dominio di Costantinopoli e, dopo, con le fiere persecuzioni suscitate loro contro da vescovi e concili (1211, 1325, 1360, ecc.), imperatori e re bulgari nei secc. XII-XIV. Predicatori e missionari, Domenicani e Minoriti, furono inviati dei Papi nel Due e Trecento, specialmente in Bosnia ove si ebbero pure importanti successi, come la conversione, nel 1402, di 50.000 dissidenti ad opera dei Francescani conventuali (L. Wadding, *Annales Ord. Min., an. 1402*, Quaracchi 1931, n. 11). Ma l'avversario più forte dei B. nel campo dottrinale fu il grande teologo Cosma, prete (e vescovo) bulgaro del sec. X, che smaschero il fondatore e ribatté ad una ad una le sue dottrine richiamando il popolo alla vera fede. Spietata lotta ingaggiarono pure contro i b. il patriarca Teofilo e il monaco Teodoro nel sec. XIV. Ma l'errore, dato il fanatismo degli aderenti, si propagò anche in altre parti di Europa e si ebbero b., confusisi soprattutto con i catari o albigesi con i quali finirono per identificarsi, in Dalmazia, Italia, Francia, Spagna, Germania, Inghilterra e altrove. L'eresia slava bogomilistica, con le sue aderenze, influì su tutti i movimenti ereticali di Occidente prima dell'avvento di Lutero.

BIBL.: Per le fonti v.: *Sermo contra recentem haeresim B. di Cosma* presbitero (ed. M. G. Propuzenko, Pietroburgo 1907 e Sofia 1936); G. Harmenopulos, *De opinionibus haereticorum qui singulis temporibus extiterunt*: PG 150; Papa Niccolò I, *Responsa et Consulta Bulgarorum*: PL 122; Petrus Siculus, *Historia haeresis Manicheorum qui et Pauliciani*: PG 104; Eut. Ziganbenus, *Panoplia dogmatica*, Tit. 27; PG 130. Oltre le storie generali e speciali delle varie eresie, come quelle di I. V. Döllinger, C. Schmidt (catari, albigesi), ecc., cf.: J. C. Wolf, *Histoire Bogomilorum*, Wittenberg 1712; F. Ilic, *Die Bogomilen in ihrer geschichtlichen Entwicklung*, Karlovci 1923; A. Cronia, *Il Bogomilismo*, Roma 1925; J. M. Gagov, *Theologia antibogomilistica Cosmae presb. bulgari*, Roma 1942, cap. 3, pp. 39-46; F. Vernet, *Bogomiles*, in DTHC, II, coll. 926-30; G. Bardy, *Bogomiles*, in DHG, IX, coll. 408-10. Lorenzo Di Fonzo.