BOHIER (Boherius), PIERRE. - Abate benedettino, poi vescovo di Orvieto, n. a La Retorte (diocesi di Carcassonne). Nel 1335 è nell'abbazia benedettina di St-Chinian, di cui nel 1350 divenne abate.
Profondo conoscitore del diritto, ebbe un compito preminente nel Capitolo generale delle province di Narbona e di Auch per attuare la costituzione di Benedetto XII Summi Magistri. Di questa compose un commento edito poi a Parigi (1519): Benedictino, seu Benedicti XII pontifici maximis constituti cum comment. P. B., in 8°.
L'amicizia e la stima di Urbano V lo strapparono dal chiostro. Nominato da quel Papa vescovo di Orvieto fu anche suo vicario a Roma nel 1364 e amministratore dei titoli cardinalizi vacanti. Mentre era con il Papa ad Avignone, pur conservando la sede di Orvieto, fu nominato anche vescovo di Vaison. Nel 1370 è a Subiaco, dove è ancora nel 1377 come visitatore per incarico di Gregorio XI.
Dal 1378, dopo l'elezione di Urbano VI, ebbe una vita movimentata. Aderì a Clemente VII, e fu quindi deposto e scomunicato da Urbano. In seguito B. appare ansioso di trovare una soluzione alla grande controversia giuridica e dogmatica riguardo all'elezione papale e alla cessazione dello scisma. È probabile che per questo Carlo V di Francia chiamasse il B., suo cappellano e ambasciatore presso la corte di Avignone, al monastero celestino di Parigi, dove compose delle glosse al Liber Pontificalis relativamente a detta questione.
Nel 1379 a Rouen inizia una più grande opera affrontando il problema più agitato in quegli anni e nei posteriori: la necessità o meno della convocazione di un concilio universale per la fine dello scisma. Spinto forse dai risultati dei suoi coscienziosi studi intrapresi con il trattato Quidam tractatus compositus per dominum episcopum urbesetianum, monachum tempore huius schismatis in Rothomago existentem, videlicet a. D. 1379, B. abbandonò la causa dell'antipapa e si sottomise al legittimo Urbano VI, che subito lo reintegge nelle sue dignità mentre Clemente VII da parte sua lo dichiarava deposto.
Della sua vita dopo la riconciliazione con Roma sappiamo solo che il 2 luglio 1387 otteneva dal Papa l'indulgenza plenaria per i contribuenti alla sospirata costruzione del monastero dedicato a s. Girolamo presso Subiaco. Ignoto è l'anno della morte; certo morì prima di Urbano VI.
Oltre a quelli già ricordati rimangono di lui altri scritti. Ancora abate di St-Chinian compose: un Commento alla
Regola di s. Benedetto; Speculum monachorum o De professione monachorum; De signo locutionum; un Commento alla bolla di Benedetto XII Bonus Pastor. Nel 1373 terminava un nuovo Commento alla Regola di s. Benedetto, scritto per desiderio dei monaci di Subiaco.