BOISEGELIN, JEAN-DE-DIEU-RAYMOND DE CUCÉ DE

BOISEGELIN, JEAN-DE-DIEU-RAYMOND DE CUCÉ de. - Cardinale, n. il 27 febbr. 1732 a Rennes, m. il 22 ag. 1804 ad Angervilliers. Nel 1765 vescovo di Lavaur, nel 1770 arcivescovo di Aix, dove, oltre al governo della diocesi, ebbe pure a curare l'amministrazione della provincia, che gli dovette, infatti, nuovi sistemi di tasse, di ponti, strade e canali. Come presidente degli stati della Provenza, ottenne il ripristino delle autonomie locali; come deputato del clero agli Stati Generali del 1789, difese fermamente i diritti della Chiesa contro la nazionalizzazione dei beni del clero, la soppressione degli Ordini religiosi, la Costituzione civile del clero. Rifiutato il giuramento costituzionale, dovette rifugiarsi a Londra, donde rientrò dopo la firma del Concordato napoleonico.

Alla domanda delle dimissioni rivolta da Pio VII, in esecuzione del Concordato, agli antichi vescovi, il B. consigliò la sottomissione per il bene della religione e ne diede l'esempio. Napoleone lo nominò arcivescovo di Tours (1802) e gli ottenne il cardinalato (1803). A Tours egli si consacrò a restaurare la religione con tanto sforzo, che ne ebbe abbreviata la vita.

BIBL.: E. Lavauyer, Le card. de B., 2 voll., Parigi 1920 (opera definitiva con bibliogr. completa); L. de Lanzac de la Broderie, in Le Correspondant, 1921, II, p. 101 sgg.; C. Constantin, in DTHC, II, 942-44; P. Calendini, in DHG, IX, 575-76. Celestino Testore