BONAVENTURA di Peraga, beato. — Della famiglia dei conti di Peraga, dal cui ceppo romano discesero i Badoer padovani (ed egli stesso fu detto
di Padova), agostiniano, n. a Padova il 26 giugno 1332, m. a Roma, probabilmente il 29 luglio 1385.
Fondò, per incarico di Innocenzo VI, la facoltà teologica, di Bologna. Eletto nel 1337 priore generale, segui, nel grande scisma, le parti di Urbano VI, che lo creò, il 28 sett. 1378, cardinale diacono del titolo di S. Cecilia. Legato in Polonia, vi benedisse le nozze del re Ladislao e rafforzò grandemente il partito d'Urbano. Nunzio in Ungheria, riconcilia il re Sigismondo col suo popolo. Tornato in Italia, redasse, con una commissione cardinalizia, gli statuti delle facoltà teologiche. Morì assassinato, mentre si recava in S. Pietro, per opera di sicari del tiranno di Padova, Francesco da Carrara, suo parente, che non gli perdonava l'opposizione ai suoi tentativi di violare le immunità del clero. Fu sepolto in S. Agostino. Il titolo di beato, riconosciutogli nell'Ordine, non è stato ancora sancito dalla Chiesa.
Corrispondente ed amico del Petrarca, da cui ebbe, nell'occasione della morte di un fratello, una epistola consolatoria e di cui tesse in Arqua l'elogio funebre, ebbe la stima deferente e fervida di s. Caterina da Siena, che presso il Pontefice ne sollecitò l'elezione cardinalizia. B. di P. fu autore di numerosi scritti ascetici che passarono sotto il nome di s. Bonaventura da Bagnorea: tra essi le Meditationes devota in vitam Christi, che ebbero al loro tempo vasta influenza sul sentimento religioso.