BONOSO, VESCOVO DI NAISSO

BONOSO, vescovo di Naisso. - È conosciuto più comunemente come vescovo di Sardica, ma si tratta di una svista di Mario Mercatore. Non consta con certezza quando fosse stato eletto alla sede vescovile; lo era certamente nel 391 poiché il sinodo tenuto in quell'anno a Capua si occupò delle due dottrine.

Da una lettera di papa Siricio appare che B., come Elvidio e Gioviniano, negava la perpetua verginità di Maria affermando che avesse avuto altri figli da s. Giuseppe; Gennadio attesta poi che B. seguiva anche l'errore di Fotino che negava la divinità di Gesù Cristo. Il Sinodo di Capua non diede un giudizio sulle dottrine di B., ma stabilì che si facesse un'inchiesta dai vescovi dell'Illirico sotto la presidenza di Anisio (Anysius) di Tessalonica. L'inchiesta dovette essere sfavorevole a B. poiché gli furono interdette le funzioni vescovili. Anziché sottomettersi B., pur rivolgendosi a s. Ambrogio che gli consigliava di ubbidire, continuò ad esercitare il suo ufficio ordinando anche dei chierici. Alla morte di B. avvenuta probabilmente prima del 414, nacque perciò una controversia sulla validità di quelle ordinazioni fatte in modo irregolare. I vescovi dell'Illirico le riconoscevano, e lo stesso Innocenzo I pur approvando le decisioni del sinodo presieduto da Anisio, ordinava a Marciano successore di B. di ammettere alla comunione due chierici ordinati da questo. In seguito però a nuove prove Innocenzo distinguevano tra le ordinazioni fatte prima o dopo la condanna di B. proibiva di ammettere queste ultime.

B. ebbe poi dei seguaci specialmente sulla dottrina cristologica inclinanti più o meno apertamente all'adozzamento; ma furono sempre pochi e limitati alle prove vincere danubiane dove vivacchiarono fino al sec. VI.

BIBL.: Jaffé-Wattenbach, 261, 299, 303; X. Le Bachelier, s. V. in DTHC, II, coll. 1027-31; J. Zeiller, Les origines chrétiennes dans les provinces danubiennes de l'Empire romain, Parigi 1918, pp. 344-50; J.-R. Palanque, St Ambroise et l'Empire romain, 1933, pp. 259-62.