BRIGIDA di Kildare, santa. — Vergine, patrona e protettrice dell'Irlanda, seconda solo a S. Patrizio nella venerazione del suo popolo. Mancano dati storici sicuri a suo riguardo, ma è da ritenere che sia nata nella seconda metà del V sec. e morta verso il 524. Figlia di genitori cristiani, colta e bella, avrebbe ri- fuitato il matrimonio e, preso il velo dalle mani di un vescovo Mac Caille, avrebbe fondato un gran monastère doppio nella valle della Liffey, presso una quercia sacra, a Cell-dara («chiesa della quercia»), ora Kildare. I suoi resti si conservano sotto l'altar maggiore della chiesa, insieme con quelli del vescovo Conlaed, al quale essa avrebbe affidato le funzioni sacerdotali per la doppia comunità. Verso la metà del VII sec. la comunità di Cell-dara incaricò un certo Cogitoso di scrivere una Vita della fondatrice, che ci è pervenuta e che forma la base di tutta l'agiografia brigidina, estendendosi soprattutto sui mira- coli a lei riferentisi. Cell-dara rimase una delle principali chiese monastiche irlandesi fino all'invasione normanna, quando Geraldo Cambrense la visitò, lasciandocene un'interessante descrizione (Topographia Hibernica, capp. 34-36). Sembra indubbio che il mo- nastero doppio esistesse ai tempi di Cogitoso, ma è incerto se tale fosse ai giorni di s. B. Comunque non ci sono altri esempi di simili monasteri in Irlanda, né in genere nelle Chiese celtiche. La festa della Santa cade il 1° febr. I monaci e pellegrini irlandesi diffusero prestissimo il suo culto in tutta l'Europa occidentale. In Italia esso è tuttora vivo in Piemonte (spesso associato con quello dell'irlandese s. Orso d'Aosta), in Liguria, in Lombardia, in Emilia (specialmente a Piacenza), nel Trentino, e in antico anche in Toscana.
BRIGIDA DI KILDARE, SANTA
BIBL.: Acta Sanct. Hibernica, Brugge 1888, pp. 1-75; I. F. Kenney, The sources for Early History of Ireland, I: Ecclesiastical, Nuova York 1929, pp. 359-62, 778-79; L. Gougaud, Gaelic Poems of Christianity, Dublin 1923, pp. 103-108; id., Christianity in Celtic Lands, Londra 1932; A. Tommasini, Irish Saints in Italy, IV. 1937. Anselmo M. Tommasini