BRINDISI, ARCIDIOCESI DI

BRINDISI, ARCIDIOCESI di. - B., città delle Puglie, è situata in fondo a una profonda insenatura, che presenta nell'interno due ramificazioni: lo sprone interposto è occupato dall'abitato; il ramo di ponente forma il porto, riparatissimo. La sua fondazione è antichissima e viene attribuita a Diomede o ai Cretesi. Si trova al termine della Via Appia; delle due colonne

che ne segnavano il limite una è intatta, mentre dell'altra restano il piedistallo ed un troncone, ora in Lecce. A B. ha termine anche la via Traiana che parte da Benevento e si congiunge a Aeca con la Egnazia. Emporio marittimo ben noto fin dall'epoca antica fu rivale di Taranto; conquistata dai Romani ne divenne colonia e poi municipio e costituì il porto principale delle comunicazioni di Roma con l'Oriente. Dopo la caduta dell'impero romano fu preda successivamente dei Goti, dei Saraceni, dei Bizantini, tutti attirati dall'importanza della sua posizione geografica; fu meta e teatro di lotta soprattutto fra Bizantini e Normanni. Roberto il Guiscardo, conquistatala nel 1660, la donò al fratello Goffredo. Dai Normanni passò agli Svevi e Federico II, che l'abbelli di numerose costruzioni, la cedette a Manfredi. Passata sotto il dominio aragonese fu, nel 1500, ceduta agli Spagnoli e rimase sotto la loro dominazione fino al sec. XVIII, quando questi furono sostituiti dai Borboni.

In un centro marittimo così importante, come B., non potevano certo mancare colonie o gruppi di orientali, i quali, come altrove, poterono diffondere l'Evangelo; ma notizie precise e sicure sull'origine dell'episcopato ci fanno difetto; si deve ritenere per certo che il vescovo Leucio fosse il primo della serie brundisina; tradizioni ne fanno un cittadino d'Alessandria del sec. IV-V, altre persino un discepolo di S. Pietro. Lasciando quest'ultime come senza fondamento, possiamo accettare le altre quanto alla data, ma non quanto alle circostanze che l'accompagnano. Qualche altro vescovo ci è attestato per i secoli seguenti. Quello che sia accaduto di B. in conseguenza dell'invasione longobarda, non è possibile precisare; ma il dominio bizantino poté continuare anche sotto i Carolingi senza mutamenti di carattere.

In seguito alle prime invasioni saracene (sec. IX) il vescovo di B. dovette ritirarsi nell'interno del paese per fissare la sua residenza nella città di Oria meglio fortificata e più facile a difendersi; a differenza di altri luoghi non si trova traccia in questa età ad Oria di vescovo greco. Il vescovo Teodosio si adoperò molto a restaurare l'organizzazione religiosa turbata dall'invasione musulmana. Alla fine del sec. X, come si suppone, l'autorità bizantina si sforzò di sottrarre al vescovo latino di Oria ogni giurisdizione sul litorale e specialmente su B. Sottratta con l'occupazione normanna all'influsso greco, B. ci si presenta come un arcivescovato latino senza suffraganei. Nel 1088 Urbano II ne consacrava la nuova Cattedrale. Anche Oria col suo territorio rimase compreso nella diocesi di B. fino all'8 maggio 1591 quando fu eretta in diocesi indipendente, mentre quella di Nardò era stata eretta fino dal 1413. La diocesi di Ostuni fu data in amministrazione perpetua all'arcivescovo di B. nel 1821. Sebbene B. fosse rimasta lungo tempo sotto il dominio bizantino, senza avere però vescovi greci, il rito greco, pur senza avere la preponderanza, fu largamente diffuso ed ebbe chiese nelle quali fu officiato, come S. Basilio, S. Andrea Apostolo, S. Giacomo Maggiore. Esso cominciò a declinare sotto la dominazione normanna ma tracce di esso rimasero tuttavia fino al sec. XIII in alcune cerimonie liturgiche e, più tardi, l'affluire di popolazioni greche ed albanesi lo fece risorgere tanto che a questo rito venne destinata la chiesa di S. Pietro.

Fra gli arcivescovi di B. sono da ricordare: G. Pietro Carafa (Paolo III), il card. Girolamo Aleandro, umanista e nunzio in Germania, Francesco Aleandro, G. Bovio, traduttore delle opere di S. Gregorio Nisseno.

B. ha numerosi resti di costruzioni idrauliche e mura romane ed un importante gruppo di monumenti medievali tra i quali: il castello svevo-aragonese, la chiesa di S. Maria di Casale, in stile romanico, con portale a baldacchino e, nell'interno, affreschi di Rinaldo da Taranto; la chiesa di S. Benedetto, in stile bizantino e gotico misto, la chiesa o Rotonda di S. Giovanni, ora museo archeologico, la Cattedrale dedicata a s. Teodoro, restaurata dopo il terremoto del 1743. L'epigrafia cristiana si limita ad alcune pietre tombali di una necropoli cristiana.

Fra le abbazie più antiche e più importanti sono S. Andrea, appartenente all'Ordine benedettino, e S. Maria (monache benedettine), fondata nel 1090 dal conte Goffredo e dalla moglie.

L'attuale diocesi, con 15 comuni in provincia di B. e uno (Locorotondo) in provincia di Bari, ha una superficie di kmq. 1103 e una popolazione di 188.000 ab. dei quali 187.000 cattolici. Le parrocchie sono 33, con 126 sacerdoti diocesani e 26 regolari (1948).

BIBL.: P. P. Rodotà, Dell'ordine, progresso e stato presente del rito greco in Italia, I, Roma 1758, pp. 359-63; F. Sacco, Dizionario geografico, istorico, fisico del Regno di Napoli, I, Napoli 1795, p. 132; G. Guerrieri, Sui vescovi della chiesa metropolitana di B., ivi 1846; Cappelli, XXI, pp. 113-22; Lanzoni, I, pp. 305-10; G. Gay, L'Italia meridionale e l'Impero bizantino, Firenze 1917, pp. 180, 341; L.-H. Cottineau, Répertoire topobibliographique des abbayes et prieurés, I, Mâcon 1939, col. 504; A. De Leo, Codice diplomatico brindisino, I, Trani 1940.

Noemi Crostarosa Scipioni

ARTE. - Mentre nell'agro brindisino i basiliani scavavano cripte e le affrescavano, l'Ordine benedettino costruiva nel 1080 la chiesa di S. Benedetto.

Forse più antico è il tempio rotondo di S. Giovanni al Sepolcro, ora adibito a museo civico. Del sec. XIII è la chiesa del Crocifisso, con facciata monocuspidale adorna di archetti e grande rosone con archivolto; nell'interno sono due sculture lignee: il Crocifisso, che la leggenda narra sia stato portato da Gerusalemme da un gentiluomo veneziano, e una Madonna col Bambino. Di grande interesse architettonico è la chiesa della Trinità che sovrasta la cripta di S. Lucia; questa, divisa in tre navatelle da colonnine con capitelli a foglie d'acanto, è adorna di affreschi del sec. XII fra i quali notevole un s. Nicola benedicente. Del 1322 è la chiesa di S. Paolo ad una navata con interno barocco. Ai primi del '300 Filippo d'Angiò e sua moglie Caterina di Costantinopoli fondarono la chiesa di S. Maria del Casale. La facciata monocuspidale, spartita da tonde lesene e decorata in alto da archetti, ha una ricca decorazione bicroma e disegni geometrici che è elemento caratteristico dei monumenti medievali brindisini. Lungo le fiancate, ricorrono fasce orizzontali di carparo chiaro e grigio. All'interno poi, a croce latina, v'è una sola navata con transetto ed abside rettangolare; un recente ripristino (1926) ha riaperto le monofore ogivali e i portali minori murati nel rifacimento barocco del sec. XVIII. Gli affreschi furono messi in luce nel 1911. Nella parete di controfacciata v'è rappresentato il giudizio universale. È una pittura ancora bizantineggiante del sec. XIV firmata da un Rinaldo da Taranto. Nel 1619 il duca Massimiliano di Baviera fece costruire sull'area della casa natale si s. Lorenzo da Brindisi, la chiesa di S. Maria degli Angeli di un sobrio barocco anche nell'interno. L'antica Cattedrale, di cui restano alcuni frammenti e due epigrafi che ricordano il fondatore vescovo Ballardo e Ruggero II, fu ricostruita con il campanile sulla fine del '

1941. Vi si conserva un bellissimo coro cinquecentesco intagliato in noce e il paliotto dell'altare maggiore, abalzato in argento, del 1704

Vedi Tav. VIII.
BIBL.: A. Della Monaca, Memoria historica dell'antichissima e fedelissima città di B., Lecce 1674, passim; G. Tarantini, Di un antico tempietto recentemente trovato in B., ivi 1872; Ch. Diehl, L'art bizantin dans l'Italie méridionale, Parigi 1894, pp. 44-64; D. Bacci, Cattedrale brindisina, Brindisi 1924; Ed. Grazia, s. V. ENOCH. Ital., VII, pp. 861-63. Maria Luceri

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“BRINDISI, ARCIDIOCESI DI.” Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), p. 83. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/brindisi-arcidiocesi-di.