BUXTORF. - Famiglia d'ebraisti protestanti di
Basilea, che si succedettero sulla cattedra di lingue
bibliche di questa città.
GIOVANNI (I, senior [1564-1629]) fu il più celebre.
Dottissimo ebraista, iniziato alla letteratura ebraica e
talmudica da dotti giudei, conseguì la cattedra nel
1590. Sostenne, con vari altri protestanti del suo tempo,
che i punti vocalici nel testo ebraico e la scrittura
quadrata fossero primitivi.
Opere: Synagoga iudaica (Basilea 1603 in tedesco;
Hanau 1604 in latino), esposizione della religione, costumi
e cerimonie degli Ebrei; Praeceptiones grammaticae he-
braicae (ivi 1605) divenute poi Epitome gramm. hebr.
che ebbe 16 ed.; Epitome radicum hebr. et chald. (ivi 1607),
divenuto poi il Lexikon hebraicum et chaldaicum; De
abbreviaturis hebraicis (ivi 1613); Biblia hebraica (ivi 1618-
1619); Tiberias, seu commentarius masorethicus (ivi 1620);
Lexicon chaldaicum talmudicum, edito dal figlio (ivi
1639); Concordantiae Bibliorum hebraicae (ivi 1632).
GIOVANNI (II, iunior [1569-1664]), figlio del prece-
dente, difese le tesi del padre polemizzando col prote-
stante Luis (II) Cappel, il quale sosteneva, al contra-
rio, che i punti vocalici fossero posteriori al Talmud e
che la scrittura quadrata fosse stata preceduta dalla
samaritana, primitiva.
Opere: Lexicon chald. et syr. (Basilea 1622); De lit-
terarum hebr. genuina antiquitate (ivi 1643); De linguae
hebr. origine et antiquitate (ivi 1644); varie Dissertaciones
philol.-theol. (ivi 1645
sgg.); Tractatus de
punctorum, vocalium
et accentuum in libris
V. T. hebr. origine
(ivi 1648); Anticri-
tica, seu Vindiciae
veritatis hebr. adv.
Lud. Cappelli criti-
cam (ivi 1653). Tra-
dusse dall'ebraico in
latino il Mōreh Nē-
bhūkhīm (Doctor per-
plexorum, ivi 1629)
di Mosè Maimoni-
de, e il Kūzārī (Liber
Cosri, ivi 1660) di
Giuda Levita.
GIOVANNI GIA-
COMO (1645-1704),
figlio del precedente,
curò nuove edizioni
delle due opere del
nonno Tiberias (Ba-
silea 1665) e Sy-
nagoga iudaica (ivi
1680). Dopo la sua
morte la ricca collezione delle opere ebraiche della fami-
glia B. passò alla biblioteca dell'Università di Basilea.
GIOVANNI III (1661-1732), del quale fu zio il
precedente, scrisse: Catalecta philol.-theol. cum mantissa
epistolar. viror. claror. ad Iohannem Buxtorfium patrem
et filium scriptarum (Basilea 1707); Specimen phraseolo-
giae V. T. hebr. (Francoforte s. M. 1717).