CABUL (ebr. Kābhūl; Flavio Giuseppe χαβούλων o χαβώλω). - Città della tribù di Aser (Ios. 19, 27) e distrettò di Galilea comprendente venti città date, qual compenso, da Salomone a Hiram (I Reg. 9, 13).
Il nome della città perdura sino ai nostri giorni nel vico Kābhūl a 15 km. a sud-est di Acco e pare che abbia un tempo servito a denominare la regione circonvicina. In tal caso all'epoca salomonica la Galilea anziché restringersi alla zona occidentale del lago di el-Hāleh doveva estendersi più a mezzogiorno sino ai confini di Aser. Il particolare di II Par. 8, 2 (Hiram, al contrario, consegna
a Salomone tale zona) è da spiegarsi non come un capriccio del cronista basato su Lev. 25, 23 (proibizione di cedere territorio ebraico ad altri), ma per il disappunto di Hiram verso tale contrada, considerata « quasi un nulla » (kābah); non è ritrovabile la radice fenicia χαβώλω che al dir di Flavio Giuseppe (Antig. Jud., 8, 5, 3) significherebbe « sgradevole » secondo un gioco di parole sul nome Kābhūl. Salomone colonizzò la terra restituitagli con Ebrei, il che dimostra che prima era scarsamente popolata o abitata da Cananei, come lascia pure supporre il termine « Galilea dei gentili » in Is. 9, 1 (8, 23). Faustino Salvoni