CAFFIERI. - Famiglia di scultori francesi di origine italiana.
Il capostipite, Daniele, n. a Sorrento nel 1603, nel 1639, era ingegnere al servizio di Urbano VIII; il figlio Filippo, n. a Roma nel 1634, m. a Parigi il 7 sett. 1716, si recò nel 1660 in Francia, e operò di decorazione specie in collaborazione con il Le Brun; nel 1687 venne nominato scultore dei vascelli del re a Le Havre. Filippo ebbe il figlio di questi, Francesco Carlo, n. a Parigi il 26 luglio 1667, m. a Brest il 27 apr. 1729, lavorò dapprima col padre a Versailles e quindi a Le Havre e a Dunkerque quale disegnatore e scultore dei vascelli del re, mentre il decimo figlio, Giacomo, n. a Parigi il 25 ag. 1678, m. ivi il 23 nov. 1755, lasciò molti busti in bronzo e lavorò specialmente con intagliatore di mobili. Dei sette figli di quest'ultimo, Filippo, n. a Parigi il 19 febbr. 1714, m. ivi l'8 ott. 1774, oltre a collaborare col padre nell'intaglio lasciò memoria di sé come cesellatore; il fratello Gian Giacomo, n. a Parigi il 30 apr. 1725, m. ivi il 21 maggio 1792) è da condizionarsi certamente come il miglior artista della famiglia. Fu a Roma all'Accademia di Francia dal 1749 al 53 e quindi a Napoli e in altre città italiane. Sotto l'influsso del Bernini, ha lasciato in Roma, sull'altar maggiore di S. Luigi di Francesco, il gruppo in stucco della Trinità; eseguì fra numerosi busti quelli del Lulli, di Corneille, di Molière, di Rousseau.
CAFFIERI
Bibl.: S. Lami, s. V. in Dictionnaire des sculpteurs de l'école française au XVIIIe siècle, I, Parigi 1910, pp. 150-62 (con bibl.); C. de Mandach, s. V. in Thieme-Becker, V, p. 350 segr.: A. Bertini Calosso, s. V. ENOCH. Ital., VIII, pp. 265 segr.