CARACALLA (Marcus Aurelius Severus Antoninus Pius), imperatore romano. - Figlio di Settimio Severo e di Giulia Domna, n. a Lione nel 188; comunemente conosciuto con il soprannome di C. (veste gallica da lui prediletta). Fu nominato Cesare nel 196 e Augusto nel 198; salì al trono nel 211 insieme con il fratello Settimio Geta, di cui si sbarazzò un anno dopo facendolo uccidere e radiandone perfino la memoria.
Rimasto così unico imperatore, soffocò ogni reazione al suo delitto o col sopprimere i partigiani del morto, come il famoso giureconsulto Papiniano, o con clorgire forti somme. Violento, impetuoso e dotato di scarsa intelligenza, volle crearsi una classe che appoggiasse il suo tirannico governo anche contro il Senato; cercò quindi di propiziarsi l'esercito non con brillanti imprese militari, bensì mediante l'aumento degli stipendi e frequenti regalie, che ebbero il risultato di accrescere la prepotenza e la corruzione delle sue milizie. Ma il provvedimento di più grande risonanza preso dall'imperatore fu la concessione della cittadinanza romana a tutti gli abitanti dell'impero emanata nel 212. Tale deliberazione, di cui forse unico movente fu un maggior cespite d'entrate, produsse l'unificazione del diritto e una più vasta introduzione in Roma di elementi stranieri. Non s'interessò molto di politica interna, che lasciò all'arbitrio del consilino e di Giulio Domna, ma fu prodigo nell'indire feste grandiose e nell'erigere ricche opere architettoniche quali le terme ai piedi del piccolo Aventino.
Nel 213 effettuò una spedizione contro gli Alamanni; qualche anno dopo riprese la guerra contro i Parti, sua antica aspirazione, e stava già nei pressi di Odessa quando l'8 apr. del 217 fu ucciso da un suo soldato all'età di 30 anni. Sotto C. non ci fu una vera persecuzione contro i cristiani, ma soltanto episodi di violenze locali, come nell'Ostroene e nelle province d'Africa.