CASA, Benedizione della. - Il bisogno di aver la propria abitazione sotto la protezione della divinità, ha fatto sì che presso tutti i popoli fossero istituite speciali cerimonie per la costruzione di case nuove o per la prima entrata in esse.
Così i Greci posero la loro casa sotto la protezione di Zeús 'Epzétos'; i Romani dei Lari o Penati; i giudei a loro volta conobbero la benedizione d'una casa nuova (Deut. 20, 5). Gesù raccomanda agli Apostoli di benedizione le case nell'entrare in esse (Mt. 10, 12), stabilendone la formula: pax huic domui... Tra i Padri s. Attanasio (Epistula ad Marcellinum, 17: PG 27, 29) per primo ricorda una benedizione speciale della casa; il Rituale Graecorum (ed. J. Goor, Parigi 1647, p. 604 sgg.) ha una forma per la posa della prima pietra, un'altra per l'inaugurazione della nuova casa, ed una terza per altre benedizioni. Nella Chiesa latina il Gelasiano (III, nn. 72-76; ed. H.-A. Wilson, Oxford 1894, pp. 283-88) contiene 4 orazioni (n. 72) da recitarsi da chi entra in casa (Oratio nes intrantibus in domo, sive benedictio), altre orazioni per una Messa da dirsi in essa (uso nel medioevo assai comune; cf. Franz, op. cit. in bibl., p. 606), le Orationes per sententes in domo, cioè in favore dei visitatori, e finalmente altre orazioni per la benedizione dell'acqua da farsi parimente in casa. Con l'andare del tempo la Messa in domo nova è divenuta una semplice benedizione.
Il Rituale romano ha tre formulari per la benedizione delle case: uno per il giorno dell'Epifania, che si fa, oltre che con l'acqua benedetta, anche con l'incen
sazione; un altro per il Sabato Santo, dove vi è l'uso, con l'acqua battesimale, che si prende dal fonte prima che vi sia mescolato il sacro crisma e che anticamente non il sacerdote, ma il popolo devoto stesso spargeva nelle sue case, nelle vigne e nei campi; oggi queste due benedizioni della casa sono riservate al parroco (CIC, can. 462, 69); di un terzo formulario il sacerdote può servirsi dovunque e quando occorre.
Filippo Oppenheim