CASAMARI, CONGREGAZIONE CISTERCENSE di. - Abbazia cistercense, nella diocesi di Veroli, in località denominata Cerate, patria, secondo la tradizione, di Caio Mario, onde il nome di Casa Marii. La sua origine rimonta al 1005 ad opera di quattro preti di Veroli, ivi ritiratisi a vita di penitenza. Dopo una trentina d'anni di vita in comune ricevettero l'abito benedettino nel vicino monastero di Sora, eretto dal santo abate Domenico. Introdussero a C. una vita monastica regolare e attorno alla chiesa, dedicata ai ss. Giovanni e Paolo, diedero assetto conveniente al monastero, di cui Benedetto, uno dei quattro, fu eletto abate. Costui ampliò la costruzione, accrebbe i fondi della nascente abbazia; i suoi successori edificarono chiese in diverse località ed accrebbero le possessioni. L'abate Giovanni, data la libertà ed il progresso ormai raggiunto, ottenne da Niccolò II (1059-61) il praeceptum libertatis monasterii per sé e per i suoi successori, privilegio confermato da diversi pontefici, ed in ultimo da Onorio III con bolla del 21 apr. 1222.
Intanto, nel 1152, ai monaci benedettini, decaduti, erano succeduti i Cistercensi, provenienti da Fossanova, su iniziativa di Eugenio III. C. è la 29 figlia di Clairvaux. Nel 1203 il card. Cencio Savelli costruì l'attuale monumentale basilica in stile gotico cistercense, sotto la direzione di fra' Guglielmo, uno dei tanti magistri operis usciti dalla scuola di Fossanova. Dopo 14 anni lo stesso Savelli, divenuto papa Onorio III, la consacrò. La comunità crebbe e prosperò fino a divenire uno dei principali centri monastici dell'Italia centrale. Con la commenda venne la decadenza. Nel 1717 C. accettò in parte la riforma della Trappa. Pio IX, il 7 dic. 1864, la eresse in Congregazione autonoma e il 25 febbr. ne approvò le costituzioni. In seguito e ciò l'abbazia riprese nuovo vigore, la vita regolare vi rifiorì e sorsero nuove filiali. Nel 1935 C. fu scelta come sede per l'Opera della formazione del monachismo indigeno per l'Etiopia, durata fino al
1943. Nel 1929 Pio XI eresse C. a Congregazione sui iuris con tutte le sue filiali. Finalmente Pio XII, con breve del 13 luglio 1943, ne approvava definitivamente le costituzioni. Oggi la Congregazione di C. conta 12 case con ca. 60 monaci. Il ricchissimo archivio di C. è conservato in gran parte in Vaticano, il resto è andato disperso.
ARTE. - La chiesa abbaziale è preceduta da un porticato a pilastri con tre arcate di cui le laterali a sesto acuto. L'interno è a tre navate divise da pilastri cruciformi con le nervature delle volte a costoloni ricadenti su mensole pensili a cono rovescio; le navate sono tutte coperte in volta e le arcate tutte di sesto acuto. All'incrocio della navata centrale e del transetto si innalza un tiburio-campanile. Concepita nelle forme del gotico borgognone la chiesa è priva di archi rampanti e di altri complessi sistemi per equilibrare la spinta delle volte; essa rappresenta rispetto alla quasi coeva abbazia di Fossanova uno stadio un poco più evoluto dello stile; in qualche particolare decorativo, specie nel portale, non manca l'intervento di artisti locali. Il chiostro è piuttosto semplice a gruppi di bifore; elegantissima la sala capitolare ed altri ambienti di varia destinazione tutti coperti in volta con complesso sistema di sostegn