CASIMIRIO DA ROMA

CASIMIRIO da ROMA. - Storico francescano del sec. XVIII, m. a Roma il 17 apr. 1749. Non è conosciuta la data di nascita né la famiglia romana cui apparteneva. Vesti l’abito francescano nella provincia romana di S. Maria in Araceli sul cominciare del sec. XVIII, certamente prima del 1705 quando lo troviamo già chierico studente di Belle lettere nel convento di S. Francesco in Palombara.
Nel 1707 fu trasferito nel convento di S. Maria in Araceli a Roma per compiere gli studi di filosofia e teologia. Nel 1713 insegnava lettere nel convento di S. Francesco in Tivoli, poi in quello di S. Bartolomeo all’Isola in Roma, finché nel 1721 passò ad insegnare teologia in Araceli. Nel 1728 lasciò la cattedra per dedicarsi interamente a raccogliere ed ordinare le memorie della chiesa e del convento di S. Maria in Araceli, nonché quelle degli altri conventi della provincia romana e dei monasteri di monache ad essa soggetti. Non risparmò fatiche al suo lavoro di ricerche che poi, con vero acume, dispose in due volumi in 4°: il primo, Memorie istoriche della chiesa e del convento di S. Maria in Araceli di Roma, vide la luce in Roma nel 1736, vivente ancora C., mentre l’altro,

Memorie istoriche delle chiese e dei conventi dei Frati Minori della Provincia Romana, già pronto ed approvato per la stampa nel 1741, fu pubblicato da Nicola Borgiani solo nel 1754. Ad ambedue i volumi C. aveva fatto seguire aggiunte a più riprese. Gregorio Giacomo Terribilini nel suo Diario (cod. Vat. lat. 12.502, ff. 36-59) ha lungeggiato la figura erudita di C. Le due opere citate lo mostrano storico non indegno del secolo dei Maurini e di Ludovico Antonio Muratori. Quella su Araceli va giustamente considerata come la prima monografia di una chiesa a Roma, intesa nel senso moderno: ambedue costituiscono una miniera di notizie ben controllate che oggi non è sempre possibile rinvenire nelle loro fonti.

BIBL.: Arch. prov. di S. Maria in Araceli, Tavola delle Famiglie dal 1683 al 1733, cod. 63 e Miscellaneo I, cod. 79; F. M. Renazzi, Storia dell'Università degli Studi di Roma, detta comune mente Sapienza, IV, Roma 1805, p. 372; B. Pesci, Invano cerchere- mo il suo nome, in Ecclesia, 9 (1949), pp. 518-21. Benedetto Pesci