il fratello Gennaro, appartenente a quel gruppo di filosofi e di regalisti preoccupati soltanto di affermare i diritti del sovrano sulla nomina dei prelati, sulle chiese e sui loro beni, sulla disciplina delle ordinazioni sacerdotali, delle monacazioni, sui matrimoni.
Collaborò con Francesco Mario Pagano e Giuseppe Logoteta al disegno della Costituzione della Repubblica napoletana del 1798. L'opera su principale, *Dimostrazione di titoli della S. Sede sulle Sicilie* (Napoli 1789), è una risposta all'opera del card. Stefano Borgia, *Breve istoria del dominio temporale della sede apostolica nelle due Sicilie* (Roma 1788). Altra sua opera è *L'Esame della pretesa di nazione fatta da s. Arrigo II imperatore alla S. Sede* (Napoli 1785), che suscitò aspre polemiche. Commentò la *Istoria del Giannone e continuò gli Annali del Regno di Napoli* di F. A. Grimaldi. Fu prefetto degli Archivi della R. Zecca e della R. Camera della Sommaria.
Poi, con gli altri giansenisti e regalisti napoletani, partecipò alla repubblica del 1799 e fu ucciso in combattimento all'entrante delle masse condotte dal card. Ruffo per la restaurazione della monarchia.
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CESTARI, GIUSEPPE
BIBL.:** A. C. Jemolo, *Il giansenismo in Italia*, Bari 1988, p. 390; G. Natali, *Il Settecento*, I, Milano 1929, pp. 30, 46, passim; E. Michel, s. V. in *Dis. del Rigno*, *Nas. 11* (1920), pp. 663-64; B. Croce, *Varietà di storia letteraria e civile*, 1a serie, Bari 1935, p. 35 ssrr.