CIAIKOVSKI (Čajkovskij), Piotr Ilic. - Musicista russo, n. a Votkinsk il 7 maggio 1840, m. a Pietroburgo il 6 nov. 1893. Studiò giurisprudenza e a 20 anni era impiegato governativo; frequentò i corsi di composizione al conservatorio di Pietroburgo sotto Rubinstein, diplomandosi nel 1865. Insegnante al conservatorio di Mosca dal 1866 al 1879 , viaggiò e visse molto all'estero.
Scrisse alcune opere teatrali, pezzi orchestrali, liriche, corali, e una Liturgia di s. Giovanni Crisostomo (1878, op. 41, Messa russa), composta con l'intento di riportare la musica sacra alla purezza degli antichi modi ecclesiastici. Fu eseguita con successo in concerti al conservatorio di Mosca. Scrisse anche 17 conti religiosi per coro su antiche melodie liturgiche ( 1882 , op. 52 ), 6 canti per i cherubini (1885), 6 inni sacri (1885). Curò nel 1882 l'edizione critica dell'Opera omnia di Bornianski, illustre compositore russo di musica sacra.
CIALDI, Alessandro. - Navigatore e cultore di scienze idrauliche e nautiche, ufficiale pontificio di marina, n. a Civitavecchia il 9 apr. 1807, m. a Roma il 16 giugno 1882. Nel 1840 con il grado di capitano al comando d'una piccola squadra navale, risaliva per la prima volta con legni europei il Nilo per 1164 km . dalla foce, e, scolpito il nome di Gregorio XVI sul tempio di Iside nell'isola di File, faceva ritorno in Roma ( 28 ag. 1841), recando preziosa raccolta di materiale e di notizie archeologiche, nautiche e naturalistiche ed insieme quattro grandi parallelepipedi di alabastro donati dal viceré di Egitto al Pontefice per la risorgente basilica di S. Paolo fuori le mura.
Fu merito del C. se una modesta, ma da lui ben organizzata e condotta flotta pontificia, poté nel 1848 operare con successo in Adriatico, a fianco delle altre italiane,
contro quella austriaca, e nel 1860 giunse a rifornire tempestivamente di armi e di munizioni la piazzaforte di Ancona, già sul punto d'esser cinta di assedio. Nel 1867 avvedutamente stroncava audaci tentativi garibaldini di scorreria e di sbarco lungo le coste laziali e sul corso del Tevere, come quella dei Cairoli; né coi suoi marinai il C. nel 1870 rimase inoperoso di fronte al rapido precipitare degli eventi.
Da allora, fedele al Pontefice, si ridusse a vita privata per dedicarsi ai suoi studi prediletti : vanno ricordati la regolarizzazione dei corsi del Tevere e del Serehio; le opere di miglioria e di perfezionamente dei porti di Livorno, Genova, Pesaro, Civitavecchia, Fiumicino ed Anzio; il non trascurabile contributo offerto nel sostenere e nel fiancheggiare tecnicamente e finanziariamente il taglio dell'istmo di Suez e la condotta medesima dei lavori anche come membro dell'apposita Commissione pontificia; l'opera svolta per l'attuazione e la completa e razionale illuminazione delle coste degli approdi tirrenici, dello Stato romano. Principale merito scientifico del C. fu la scoperta e la definitiva formolazione della teoria idrodinamica del moto ondoso e delle correnti di riva del mare, per cui, l'ri marzo 1878, l'Accademia delle scienze di Parigi lo annoverò tra i suoi membri, mentre già fin dal 1847 apparteneva alla pontificia dei Nuovi Lincei, e nel 1879 ne divenne presidente succedendo ad Angelo Secchi. In morte il C. lasciava erede della sua ricca e rara biblioteca scientifica la città di Civitavecchia, nel cui cimitero venne sepolto con epigrafe dettata dallo storico della marina pontificia Alberto Guglielmotti.
Tra le opere del C., ammontanti ad oltre una cinquantina, vanno particolarmente citate: Relation de deux voyages exécutés par la marine militaire des Etats Romains dans les annés 1840-42, in Annales maritimes et coloniales (Parigi 1843); Sul Tevere, sulla linea più conveniente per la unione dei due mari e sulla marina mercantile dello Stato Pontificio (Roma 1847); Sul moto ondoso del mare e sulle correnti di esso specialmente su quello litorali (ivi 1843;2^{ {a }}ed. assai accresciuta ivi 1846); Port Said. A M. F. De Lesseps..., lettre du comm. A. C., ecc. (ivi 1868); Noxioni preliminari per un trattato sulla costruzione dei porti sul Mediterraneo (ivi 1874); Illuminazione e segnalamento dei litorali e dei porti (ivi 1878 ).
CiAMCIAN, Michele. - Armeno monaco mechitarista di Venezia, n. a Costantinopoli nel 1738, m. ivi nel 1823. Insigne figura di dotto orientalista, apostolo dell'unione degli Armeni con la Chiesa di Roma nelle sue successive residenze di Costantinopoli, Aleppo, Bassora, Transilvania. Passò gran parte della vita a S. Lazzaro a Venezia, fra libri e codici armeni.
Impugnò gli errori di Giacomo Nalian, patriarca armeno dissidente di Costantinopoli, nella sua poderosa opera apologetica, che chiamò Scudo dell'ortodossia, in 4 grossi volumi. Degno di gran nome è il Commentario ai Salmi, in 10 voll., composto sullo studio diretto del testo ebraico. Il suo capolavoro è però la Storia armena, impresa ardita per l'età sua, in 3 voll. in4^{°}, condotta sullo studio diretto delle fonti orientali, e che ancora oggi è la più completa ed organica storia armena. Di quest'opera in armeno è stata fatta una traduzione abbreviata in inglese (M. Chamichian, History of Armenia, 2 voll., Calcutta 1827).