CINQUECHIESE, DIOCESI DI

CINQUECHIESE, DIOCESI di. - Città (detta in ungherese Pécs e in tedesco Fünfkirchen) sede episcopale e capoluogo della provincia di Baranya in Ungheria. La sua origine risale ad antichissimi tempi; il suo antico nome Sopianae, usato anche dai conquistatori romani, è di origine celtica. Già nei tempi romani vi furono cristiani a C. come attestano le catacombe scoperte nel 1780. Sotto il regno franco ebbe una fiorente comunità cristiana e la città stessa viene chiamata Quinque Ecclesiae dai documenti carolingi del sec. IX.
Al tempo di s. Stefano, Silvestro II vi fondò un vescovato (1009) che dette un impulso vigoroso allo sviluppo della città; nel medioevo era già un centro fiorente di cultura e di arti. Il re Luigi il Grande d'Angiò (1342-82) vi eresse la prima università ungherese nel 1367 con il beneplacito del papa Urbano V. Più tardi C. fu occupata dai Turchi per più di cento anni, durante i quali perdette il suo primo splendore; i suoi edifici medievali furono in gran parte distrutti o danneggiati e il protestantesimo vi si propagò sotto la protezione ottomana. Tuttavia, dopo la liberazione dal giogo turco, la città si riprese a poco a poco e nel 1692, quando vi infierì la peste, gli abitanti fecero il voto di rimanere fedeli alla fede cattolica. Oggi C. è uno dei maggiori centri culturali dell'Ungheria. La sua Università, i due collegi tenuti da religiosi e altri istituti di educazione, il suo quotidiano cattolico Dunantul, la rendevano una delle principali città dell'Ungheria.

La diocesi ha una superficie di 9200 kmq., conta 660.000 ab. dei quali 325.000 cattolici con 194 parrocchie, 351 sacerdoti diocesani e 76 regolari; un seminario.

Fra i monumenti storici di C. il più interessante è un ipogeo cristiano nelle immediate vicinanze del Duomo. In diversi scavi (1780, 1913, 1922) furono scoperte a camere sepolcrali, ad una profondità di 5 e 6 m. Sono ornate di affreschi e monogrammi di Cristo, la caduta di Adamo e di Eva, il buon Pastore, Daniele, la storia di Giona, Noè. Le camere e gli affreschi dimostrano una certa affinità con le catacombe di Roma; sono della seconda metà del sec. IV. Sopra le camere si scoprì anche una cappellina cimiteriale pure del IV sec. (cella trichora) con un piccolo atrio. Sui resti delle mura sono due strati di pitture; quello superiore, per quanto danneggiato, dimostra uno stile bizantineggiante.

La cattedrale di C. è una delle più belle dell'Ungheria. La maggior parte fu costruita al tempo di s. Stefano (inizio sec. XI); nel sec. XIII, durante le incursioni dei Tartari, fu fortificata. Soffrì molto durante l'occupazione turca, quando fu adibita parte a magazzino, parte a

scuola. Fu restaurata nei secoli successivi, mentre alcune parti furono aggiunte dopo, ma di stile diverso dall'originale. L'esterno con 4 grandi torri, è di stile gotico, mentre alcune cappelle laterali sono di stile barocco e rococò. Gli affreschi e le pitture sono di diversi secoli. Due moschee furono trasformate in chiese cattoliche.

La chiesa cimiteriale e gli ipogei attestano che il cristianesimo era fiorente a C. fin del sec. IV; così pure durante il regno di Carlomagno. Fino alla devastazione dei Tartari (1242-43) ci furono numerosissimi conventi nella diocesi. Nella battaglia di Mohács (presso la città) cadde anche il vescovo di C. Filippo More; durante l'occupazione turca C. rimase senza vescovo e la cura delle anime fu affidata a religiosi (prima Francescani, poi Gesuiti) e ai licenziati, laici autorizzati a predicare e ad amministrare alcuni Sacramenti, senza residenza fissa: istituto della Chiesa ungherese molto caratteristico del secc. XVI-XVII. Dopo la liberazione, i vescovi convertirono alla fede cattolica i numerosi protestanti, scismatici, turchi, rimasti nel territorio della diocesi.

BIBL.: F. Koller, Historia episcopatus Quinquesecleciensis, Pozsony-Pest 1782-1812; Gedenbuch der h. fr. Stadt Fünfkirchen, Cinquechiese 1852; G. B. De Rossi, Fünfkirchen in Ungheria. Camera sepolcrale sotterranea dipinta, in Bull. di arch. crist., 2ª serie, 5 (1874), pp. 150-52, tavv. VII-VIII; C. Szony, A Pécsi asheresztény sírhamra (camere sepolcrali dell'antichità cristiana di C), Budapest 1907; L. Nagy, I ricordi cristiano-romani trovati recentemente in Ungheria, in Atti del III Congresso internazionale di archeologia cristiana, Città del Vaticano 1932, pp. 299-302; M. Haas, Baranya, emlékirat (scritto commemorativo), Cinquechiese 1945; in italiano: M. Voros, Pécs, Budapest 1942.
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“CINQUECHIESE, DIOCESI DI.” Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), p. 981. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/cinquechiese-diocesi-di.