CISON (ebr. Qīšōn, « tortuoso »). - Nome biblico del torrente che rotolò nei suoi vortici torbidi i cadaveri dell'esercito di Sisara sconfitto dalle truppe di Debora (Indc. 4, 7, 13; Ps. 83, 9) e quelli dei sacerdoti di Baal uccisi per ordine del profeta Elia nelle vicinanze del torrente (I Reg. 18, 40).
I dati biblici si applicano precisamente all'odierno Nahr el-Muqatta', che ha a nord-est il Tabor, a sud Megiddo e il luogo del sacrificio di Elia e ad ovest Hārōšeth (el-Harī-ṭijjeh) all'uscita dalla pianura di Esdrelon. Il fiume, che nasce ad ovest del Tabor e dei monti di Gelboe, in estate è sempre secco, ma durante il periodo delle piogge, ricevendo da nord le acque torrenziali delle colline di Nazareth e di Betlemme di Galilea, e dal sud quelle di Megiddo e del Carmelo, si impaluda e resta impraticabile. Dopo el-Harī-ṭijjeh, nell'angusto passaggio che allaccia la pianura di Esdrelon alla piana marittima, negli ultimi 10 km. del suo percorso (40 km), diventa perenne, alimentato da numerose sorgenti; ma prima di gettersi in mare, rallentato dalle dune di sabbia, diventa laguna in mezzo ad alberetti di giunchi, oleandri e roseti. Al Tabor, il 16 apr. 1799, l'esercito arabo-turco, sbaragliato dai Francesi, subì nei gorghi del fiume la stessa sorte di quello di Sisara. Donato Baldi