CITTANOVA d'ISTRIA. - Località sul lido istriano che sorse sul luogo d'un'antica Emonia, per cui fin

CITTANOVA d'ISTRIA. - Località sul lido istriano che sorse sul luogo d'un'antica Emonia, per cui fin dal medioevo il vescovato prese anche questo nome e si suppose erroneamente che esso fosse succeduto al noto vescovato di Emona nella Pannonia superiore. Il vescovato è ricordato durante lo scisma dei Tre Capitoli, continuò nell'età longobarda-franca, della quale si hanno i resti di un battistero con l'iscrizione del vescovo Maurizio; attraversò nella sua modestissima esistenza le età seguenti, sinché non fu soppresso con bolla di Leone XII del 30 giugno 1828, resa esecutiva nel 1830. L'ultimo vescovo morì nel 1831. Il territorio fu unito a Trieste. Il vescovato dipendeva dal patriarcato di Aquileia sino al 1751, poi seguì le sorti degli altri vescovati dell'Istria.

BIBL.: Fr. Babudri, Ruolo cronologico dei vescovi di C. d'I., in Archeografo triestino, 3a serie, 5 (1910), pp. 299-39; 6 (1911), pp. 73-133; P. Paschini, Storia del Friuli, Udine 1934; Lanzoni, II, p. 88 SEG.