COCCEUS (LAT. DA KOCH), IOHANNES

COCCEUS (lat. da Koch), IOHANNES. - Teologo esegeta protestante, n. a Brema il 9 ag. 1603, m. a Leida il 4 nov. 1669. Iniziò gli studi anche del greco, sotto Metrofane Critopulo, nella città natale. Dal 1625 in Amburgo e quindi in Olanda, C. si approfondì in ebraico, specialmente sotto la guida dell'orientalista Sistino Amama. Dal 1630 insegnò nel Gymnastum illustre di Brema, donde passò nel 1636 alla cattedra di ebraico in Franeker, nel 1650 a Leida.
Le sue opere teologico-bibliche riempiono 8 voll. in-fol. nell'edizione di Amsterdam del 1673-75, 10 voll. in quella del 1701-1702, cui furono aggiunti 2 voll. di Anedota theologica et philologica nel 1706. Dal punto di vista teologico il lavoro più importante è Stumma doctrinae de foedere et Testamento Dei (Franeker 1648), ove il C. studia le relazioni di Dio con il mondo, suddividendole nel Feodus operum, Feodus gratiae e Feodus iustitiae; il libro è una vasta sintesi teologica e biblica. In quest'opera, e più ancora in quelle di carattere esegetico, particolarmente in Ad ultima Mosis, hoc est sex postrema capita Deuteronomii, considerations (Franeker 1650), svolta la dottrina secondo cui ogni brano della Bibbia avrebbe un significato tipico. Per questo C. fu considerato il caposcuola dei «figuristi». Fra i suoi discepoli emerse come esegeta Campegio Vitringa.
C. fu un carattere indipendente. Perciò dovette sostenere non poche lotte anche con autori protestanti. Talvolta C. è stato ritenuto come un precursore del pietismo nella teologia protestante.

BIBL.: Il figlio Giovanni Enrico pubblicò già nel 1675 non poche notizie biografiche con un'apologia di C.; nell'edizione del 1701-1702 esse figurano nel 1 vol.; E. F. C. Müller, s. V. in Realencykl. für protest. Theologie und Kirche, IV, pp. 186-194; R. Cornely, Introductio in utriusque Testamenti libros sacris, I, Parigi 1894, p. 741; B. Walde, s. V. in LThK, II, coll. 997 SGR.